Immunofissazione sierica positiva: cosa significa?

In questo articolo ci concentreremo su un esame di laboratorio: l’immunofissazione.

È possibile che ti sia stata prescritta tra le varie analisi di routine. Ma a cosa serve? Sai a cosa serve?

Inoltre cosa significa che l’immunofissazione sierica è positiva?

Troverai le risposte a queste ed altrettante domande circa questo test di laboratorio.

Inoltre disquisiremo sui valori che possono presentarsi una volta fatto l’esame e quali sono le cause.

Domande frequenti

Che cos’è l’immunofissazione?

L’immunofissazione è un esame di laboratorio che si effettua su un campione di sangue o di urine.

Questo test individua e riconosce le gamma immunoglobuline presenti nel campione. Ovvero permette di studiare le diverse classi di immunoglobuline.

Inoltre permette un’analisi del tipo di catena molecolare che le contraddistingue: kappa o lambda.

L’immunofissazione viene anche chiamata immunoelettroforesi. Questa serve a valutare la presenza delle diverse classi di immunoglobuline e la loro quantità.

Inoltre lo studio delle catene leggere kappa e lambda permettono di caratterizzare gli anticorpi con la stessa struttura chimica.

Perché si esegue l’immunofissazione?

L’immunofissazione è un importante esame di laboratorio volto a diagnosticare patologie delle plasmacellule.

Queste malattie, per lo più tumori, colpiscono direttamente gli anticorpi e, quindi, il corpo non è più in grado di combattere le infezioni.

Quest’analisi di laboratorio viene particolarmente sfruttata per monitorare la presenza e l’evoluzione di malattie, come:

  • Mieloma multiplo
  • Amiloidosi primaria
  • Macroglobulinemia di Waldenstrom
  • Altri tumori delle plasmacellule

In particolare l’immunofissazione è indicata nel caso di gammopatie, ma anche di discrasie plasmacellulari.

Quest’ultime sono patologie che portano ad una proliferazione di cellule che riproducono le plasmacellule del nostro organismo. Sono, perciò, di fatto neoplasie maligne, vale a dire cancri.

Di fatto l’immunofissazione è fondamentale per lo studio del mieloma e delle gammopatie monoclonali d’incerto significato (abbreviate con MGUS).

Quali sono i valori normali dell’immunofissazione?

Quando si esegue l’immunofissazione, puoi risultare ad essa negativo o positivo.

Nel caso di un risultato negativo all’immunofissazione sierica o urinaria, ciò esclude la presenza di suddette patologie.

In particolare, per quanto riguarda la concentrazione delle immunoglobuline ritenuta normale, questa è compresa tra lo 0,9 e gli 1,4 grammi su decilitro di siero.

Quando si valuta la concentrazione totale delle immunoglobuline, i valori considerati nella norma sono tra i 600 e i 2300 milligrammi per decilitro di sangue.

Andando nel dettaglio per le diverse classi di immunoglobuline, i valori che si ritengono normali sono:

  • IgA: da 90 a 400 milligrammi per decilitro
  • IgG: da 800 a 1800 milligrammi per decilitro
  • IgM: da 60 a 280 milligrammi per decilitro
  • IgD: da 0,3 a 0,4 milligrammi per decilitro
  • IgE: da 20 a 440 milligrammi per decilitro

Cosa significa avere alta l’immunofissazione?

Qualora dall’analisi risultassero alcune o tutte le immunoglobuline oltre i valori soglia, allora parliamo di ipergammaglobulinemia.

L’aumento della concentrazione delle gamma immunoglobuline può essere: policlonale o monoclonale.

Un aumento policlonale si ha quando la produzione delle immunoglobuline risulta eterogenea. Ciò significa che tutte le diverse immunoglobuline risultano essere presenti in eccesso nel sangue.

Quindi avremo valori oltre i limiti soglia per IgA, IgG, IgM, IgD e IgE indiscriminatamente.

Un aumento monoclonale, invece, si presenta quando le gamma immunoglobuline in eccesso sono prodotte o derivano da un singolo tipo di plasmacellule.

Le cause principali di un’immunofissazione alta policlonale sono:

  • Artrite reumatoide
  • Lupus eritematoso sistemico (LES)
  • Epatiti e cirrosi
  • Infezioni acute
  • Immunizzazioni recenti
  • Malattie tumorali
  • Malattie infiammatorie croniche

Invece alti valori di gamma immunoglobuline monoclonali riscontrate nell’immunofissazione, possono essere dovuti da:

  • Neoplasie
  • Infiammazioni croniche
  • Mieloma multiplo
  • Macroglobulinemia di Waldenstrom
  • Linfoma

Perché è bassa l’immunofissazione?

Quando i valori dell’immunofissazione sono bassi, parliamo allora di ipogammaglobulinemia.

Ciò significa che il contenuto di gamma globuline nel sangue risulta essere basso.

Un basso valore di immunoglobuline nel circolo sanguigno è indice di un’alterata funzionalità del nostro sistema immunitario.

Di fatto il nostro corpo risulta essere meno pronto ad una risposta immunitaria nei confronti di patogeni e virus.

La riduzione delle immunoglobuline sanguigne può essere causata dalla presenza di diverse malattie. Queste malattie sono a carico del sistema immunitario e possono essere su base genetica o acquisita.

Da qui distinguiamo, quindi:

  • Gammaglobulinemia
  • Immunodeficienza secondaria
  • Insufficienza renale
  • Sindrome di Cushing
  • Sepsi
  • AIDS

Come mi devo preparare per l’esame dell’immunofissazione?

L’esame dell’immunofissazione viene eseguito su un campione biologico. Può essere di fatto eseguito su un campione di:

  • Sangue
  • Urina
  • Liquor 

Nel primo caso l’esame dell’immunofissazione consta di un semplice prelievo del sangue. Questo viene eseguito la mattina presto e può essere svolto dal laboratorio di analisi più vicino.

Prima del prelievo ti verrà richiesto di osservare un digiuno di almeno 10 ore, se non addirittura di 12 ore. In tale lasso di tempo è comunque consentita la consumazione di una certa quantità di acqua.

È importante però, ai fini della valutazione dei risultati del test, rispettare il digiuno.

Quando l’immunofissazione è eseguita su un campione di urine, questo può essere raccolto in diversi modi.

Può essere richiesta la raccolta delle urine in un determinato momento della giornata. Queste vanno immesse nell’apposito contenitore sterile e consegnato entro poche ore al laboratorio analisi.

Oppure ti possono richiedere di raccogliere le urine nell’arco delle 24 ore di una giornata. In tal caso sarà tua premura procurarti preventivamente il numero necessario di contenitori sterili per la raccolta delle urine.

Nota bene come alcuni medicinali che potresti assumere possono influenzare l’esito dell’immunofissazione.

In particolare i farmaci che alterano o aumentano il numero delle plasmacellule sono:

  • Corticosteroidi
  • Vaccini da immunizzazione
  • Fenitoina
  • Procainamide
  • Contraccettivi orali
  • Metadone
  • Clorpromazina
  • Acido acetilsalicilico
  • Gammaglobuline terapeutiche

Che cosa significa catena leggera kappa e lambda?

Le catene leggere kappa e lambda sono proteine. Come tutte le catene leggere, queste proteine vengono prodotte da cellule immunitarie specifiche, definite plasmacellule.

Le catene leggere formano dei particolari legami con altre proteine. Quest’ultime vengono chiamate catene pesanti.

Le catene leggere e le catene pesanti vanno così a formare una struttura multi proteica chiamata immunoglobulina o semplicemente anticorpo.

Ogni anticorpo è così composto da quattro catene proteiche: due catene pesanti e due catene leggere.

Le due catene pesanti sono identiche tra loro, mentre le due catene leggeri sono uguali tra loro.

Ogni plasmacellula ha la capacità di produrre, però, un solo tipo di anticorpo o immunoglobulina.

Normalmente nel siero sanguigno si trova solo una piccola concentrazione di catene libere kappa e lambda.

Perché si valutano le immunoglobuline?

Le immunoglobuline altro non sono che anticorpi.

Queste sono molecole prodotte dai linfociti B. gli anticorpi si legano ad uno specifico antigene, così da permettere la sua eliminazione.

Le classi di immunoglobuline sono cinque:

  • IgE, coinvolte nella risposta parassitaria
  • IgA, difendono le mucose intestinali e polmonari
  • IgM, si attivano in caso di contatto con un nuovo agente estraneo
  • IgG, si attivano quando incontriamo di nuovo un agente estraneo
  • IgD

Da qui puoi ben capire l’importanza delle immunoglobuline e dei test volti a valutarne la presenza.

Le analisi delle immunoglobuline sono utili nel rilevare allergie o alcune tipologie di neoplasie.

Inoltre l’analisi delle immunoglobuline servono per verificare la presenza di infezioni o per diagnosticare malattie autoimmuni.

Come si esegue l’immunofissazione?

L’analisi dell’immunofissazione consta di due fasi: l’elettroforesi e l’immunoprecipitazione.

L’elettroforesi permette di determinare la quantità di proteine contenute nel siero del nostro sangue o delle nostre urine.

Nel caso dell’immunofissazione, l’esame va a valutare la presenza di gamma globuline.

Attraverso l’azione di un campo elettrico, le diverse immunoglobuline vengono rivelate e differenziate. Questo perché subiscono una diversa influenza a seconda della loro struttura chimica.

L’immunoprecipitazione viene chiamata anche fissazione.

In questo secondo step vengono aggiunti antigeni specifici per un determinato anticorpo. Questo permette di valutare una positività o una negatività di tale anticorpo.

Dopo di che si rimuovono le proteine che non hanno reagito, si essicca e si procede con la lettura dei risultati.

Come si esegue l’immunofissazione sierica?

L’immunofissazione sierica si esegue su un campione di sangue ottenuto da un prelievo dalla vena di un braccio.

Da lì si ottiene il siero per centrifugazione del campione di sangue. La centrifugazione serve a separare il sangue in due frazioni: il plasma, ovvero la parte liquida del sangue, e la parte corpuscolare.

Il plasma viene poi privato dei fattori della coagulazione quali: fibrinogeno, protrombina ed altri. Ciò permette di ottenere il siero.

È dal siero, infatti, che si inizia ad eseguire l’immunofissazione suddivisa nei due step:

  • Elettroforesi in gel d’agarosio
  • Immunoprecipitazione con antisieri specifici, detta semplicemente fissazione

Come si esegue l’immunofissazione urinaria?

L’immunofissazione urinaria si esegue su un campione di urine. Le urine raccolte sono di una piccola quantità e devono essere raccolte nell’apposito contenitore sterile.

Le urine, nel caso dell’immunofissazione, possono essere raccolte in un momento preciso della giornata (solitamente scelto in maniera casuale), oppure nell’arco delle 24 ore di una giornata.

L’urina poi viene trattata e, tramite l’elettroforesi, si estrapola il contenuto di immunoglobuline contenute in essa.

Da qui si esegue la valutazione del contenuto di immunoglobuline nelle urine.

Se si osserva un’anomalia nella presenza di tali globuline, si effettua allora l’immunofissazione. 

Questa serve a tipizzare, ovvero identificare il tipo di immunoglobulina presente nel campione di urina.

Come si esegue l’immunofissazione del Liquor?

Il liquor è un liquido biologico costituito per il 99% di acqua e per il restante 1% di sostanze organiche e sali minerali.

Il liquor si trova all’interno della barriera ematoencefalica e costituisce quindi parte del sistema nervoso centrale.

Il prelievo del liquor avviene tramite un ago che viene inserito all’interno della cavità spinale. La puntura lombare è eseguita da un personale medico istruito.

Di fatto il liquor contiene soltanto le proteine e le immunoglobuline che:

  • Vengono prodotte direttamente dal sistema nervoso centrale
  • Riescono ad oltrepassare la barriera ematoencefalica

Quest’ultime, in assenza di patologie e danni a livello del sistema nervoso centrale e della barriera ematoencefalica, risultano essere poco presenti.

Se, dall’analisi elettroforetica del liquor, si ha una positività circa la presenza di immunoglobuline, quest’ultime vanno riconosciute.

Infatti l’immunofissazione è fondamentale per valutare la presenza di neoplasie a carico del sistema nervoso centrale.

Che cosa sono le discrasie plasmacellulari?

Le discrasie plasmacellulari sono un gruppo di patologie proliferative monoclonali.

Queste patologie si comportano, però, come neoplasie maligne di derivazione B-cellulare. Ciò significa che la loro proliferazione è del tutto incontrollata.

Le cellule che si riproducono hanno le stesse caratteristiche morfologiche, funzionali e immunofenotipiche delle plasmacellule del nostro organismo.

Questo significa anche che tali cellule possono produrre immunoglobuline, ossia gli anticorpi, o parti di esse.

Quindi, nei casi di discrasie plasmacellulari, attraverso l’immunofissazione è possibile osservare un’eccessiva concentrazione di plasmacellule nel nostro sangue o nelle nostre urine.

Le immunoglobuline prodotte dalle discrasie plasmacellulari vengono definite componente M.

Le sindromi che comportano la produzione di componente M vengono chiamate gammapatie monoclonali.

Quali sono i sintomi delle discrasie plasmacellulari?

Le malattie che producono la componente M sono:

  • Mieloma multiplo
  • Gammopatia monoclonale di significato non determinato (MGUS)
  • Macroglobulinemia di Waldernstrom

Ma quali sono i sintomi?

Primo tra tutti c’è sicuramente l’aumento della viscosità del sangue. Questo comporta un rallentamento del flusso sanguigno. Ma anche l’ipossia è una diretta conseguenza, determinando disturbi circolatori.

Si ha poi la soppressione della normale attività emopoietica.

Ciò è dovuto all’infiltrazione midollare che si presenta nei casi di gammopatia monoclonale di significato non determinato.

Inoltre, nonostante le immunoglobuline risultino presenti in grande abbondanza, sono funzionalmente inattive. Ciò comporta una riduzione dell’immunità specifica.

In altre parole il nostro organismo non è in grado di rispondere adeguatamente ad attacchi virali o batterici.

Un altro sintomo è la diatesi emorragica. Ciò significa che si ha una certa predisposizione allo sviluppo di emorragie.

Questa è dovuta all’interazione della componente M con i fattori di coagulazione presenti nel nostro sangue. Ciò può anche causare piastrinopenia da disfunzione midollare.

Fonti

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