Quanto costa un atto notarile?

Vuoi stabilire quanto costa un atto notarile? Non preoccuparti, può sembrare complesso da comprendere, ma, una volta capito il meccanismo, non sarà difficile orientarsi e valutare bene in base alle tue esigenze. 

Come prima cosa, è importante sapere che le spese presso uno studio notarile dipendono molto dal tipo di atto, dalla zona in cui si vive e dal notaio stesso.

Quanto costa un atto notarile?

Il costo di un atto notarile dipende molto dall’atto che si deve depositare.

Infatti, esistono moltissimi tipi di atti:

  • atti immobiliari, che riguardano le cessioni di immobili;
  • atti di donazione;
  • atti di mutuo;
  • atti societari;
  • atti successori e testamentari;
  • atti relativi alla famiglia, come il cambio di regime patrimoniale in un matrimonio;
  • atti vari ed eventuali.

Per poter scegliere in tutta tranquillità in base alle proprie esigenze, comunque, è possibile chiedere un preventivo a più studi notarili, in modo qual è la soluzione migliore.

Perché fare un atto notarile?

Un atto notarile è un documento giuridico che attribuisce diverse caratteristiche a una contrattazione, prima tra tutti la sua legalità. Alcuni atti prevedono per legge un deposito presso il notaio, come, ad esempio:

  • Atti di matrimonio;
  • Compravendita di immobili come case e edifici commerciali;
  • Donazioni di immobili;
  • Fondazioni di società.

Un atto notarile attesta allo Stato gli accordi tra le parti e costituisce un contratto vincolante tra esse. Di fatto, questo atto è pubblico, quindi può essere impugnato solo tramite un avvocato e, nel caso di donazioni, entro un determinato limite di tempo stabilito dalla legge, dimostrando le irregolarità e l’eventuale dolo dietro alla contrattazione.

Non tutte le contrattazioni sono necessariamente da depositare presso uno studio notarile. Ad esempio, l’acquisto di un bene come un’auto non prevede questa procedura. I casi che possono presentare delle controversie nel lungo periodo, però, devono essere regolati dallo Stato in base alla legge. Un esempio è la donazione di un immobile, un caso tipicamente propenso a creare diverse dispute tra le parti qualora gli eredi del donatore siano contrari all’atto.

Come possiamo stabilire un costo?

La prima cosa da sapere è che non esiste una tariffa fissa per le spese notarili. I soli costi che non sono soggetti a variazioni sono le tasse dovute allo Stato, che sono diverse in base a determinati criteri nel caso delle compravendite: ad esempio, la compravendita di un appartamento nel centro di Roma avrà un costo molto diverso rispetto a quella per un appartamento simile, ma in periferia. Si tratta comunque di importi che sono regolati dalla legge e non possono essere cambiati in maniera arbitraria.

La fluttuazione di prezzo vera e propria, quindi, si basa molto sul professionista a cui ci si rivolge. Il tariffario, infatti, non è regolamentato e il costo del notaio è lui stesso a stabilirlo.
È comunque possibile capire quanto si arriva a pagare di tasse.

Per esempio, l’atto notarile di un mutuo ipotecario si compone di tre fattori:

  • Le tasse da corrispondere all’Agenzia delle Entrate;
  • L’onorario e le tasse notarili, con l’IVA al 22%;
  • Le somme per il rimborso.

In genere, per questo atto, le spese viaggiano tra i 1500 e i 3000 euro, comprensivi di tutte le imposte.

Atto notarile per la compravendita

L’atto notarile per la compravendita di un immobile è quello più diffuso e, di conseguenza, più famoso, tra tutti gli atti da depositare presso un notaio.

I termini di quest’atto notarile variano in base all’acquisto: se si acquista da un privato e quindi la casa è già costruita, pagherete una cifra diversa rispetto a quanto si farebbe acquistando la casa nuova presso l’azienda di costruzione. In quel caso, la casa si pagherebbe con l’aggiunta dell’IVA al 22%, come per tutti gli acquisti considerati non necessari per legge. 

Il prezzo dell’atto cambia anche se la casa acquistata è la prima casa, oppure la seconda, o se l’immobile è di lusso.

Oltre a queste oscillazioni di prezzo, bisogna tenere conto dei costi fissi.

Seguendo l’esempio accennato sopra, nel caso si acquisti una casa direttamente dal costruttore, l’atto notarile per la compravendita sarà inclusivo dell’IVA, la quale contiene dentro di sé:

  • Imposta di registro;
  • Imposta catastale;
  • Imposta ipotecaria;
  • Marche da bollo;
  • Trascrizione e voltura.

Il versamento dell’importo andrà fatto in base agli accordi con il notaio. Genericamente, si consegna un assegno al momento del rogito notarile.

Imposta di registro

L’imposta di registro è un’imposta sulla registrazione degli atti. È regolamentata dal DPR nr. 131/1986 e va applicata nei seguenti casi:

  • Tutti gli atti notarili scritti all’interno del territorio statale;
  • Tutti gli atti compilati all’estero riguardanti immobili o aziende site in Italia;
  • I contratti di locazione o di affitto su territorio italiano
  • I contratti di trasferimento e affitto di aziende su suolo italiano, con relativi diritti di godimento sulle stesse.

Lo scopo di questa imposta è quello non solo di fornire soldi alla cassa dello Stato, ma di rendere il pagamento e l’atto tracciabili. Infatti, tramite l’imposta di registro, è possibile capire se un atto è stato legittimato. Qualora l’imposta non fosse stata versata, l’atto notarile risulterebbe nullo.

La tassa può essere fissa oppure variabile, in base al tipo di contrattazione.

Nel caso dell’acquisto di una casa, per esempio, l’imposta di registro è proporzionale all’importo dell’atto:

  • Se prima casa, l’imposta di registro è del 2%;
  • Se seconda casa, l’imposta arriva al 9%.

Fonti:

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