A che cosa servono i dati statistici?

Hai presente quei grafici a forma di torta o di torre che ogni tanto si vedono nel web?

Bene, sono in genere il risultato di una serie di analisi basate su dati reali. Può trattarsi, ad esempio, della rappresentazione grafica dei giorni di sole e di pioggia in una determina area, oppure dell’andamento delle nascite nelle varie regioni d’Italia.

I numeri che vengono utilizzati per elaborare questi grafici si chiamano dati statistici.

Ma esattamente a che cosa servono i dati statistici?

Quali sono i loro campi di applicazione?

E chi si occupa di raccoglierli e di elaborarli?

A che cosa servono i dati statistici?

I dati statistici sono la base delle analisi che servono a interpretare un determinato fenomeno. La statistica matematica si divide tra la raccolta dei dati, il loro studio e la loro interpretazione.

Da qui viene elaborato un quadro dell’attuale situazione, con la possibilità di effettuare delle proiezioni per capire quali saranno i possibili scenari futuri.

A cosa servono i dati statistici in geografia?

La geografia non si occupa solo di osservare e descrivere un territorio, ma anche di analizzare i vari elementi che lo compongono.

Uno strumento fondamentale in questo contesto è rappresentato dai dati che riguardano il territorio (la sua superficie, la conformazione, il clima…), la popolazione (numero degli abitanti, natalità, densità ecc.) e l’economia (tipo di produzione, numero di occupati ecc.).

In Italia i dati sono forniti dall’ISTAT – l’Istituto Centrale di Statistica, un ente che elabora e pubblica con regolarità statistiche di vario tipo.

Che cosa sono i dati statistici?

Il termine “dato” si riferisce a un’informazione sotto forma numerica che contribuisce all’identificazione delle variabili quantitative di un determinato fenomeno.

I dati statistici nascono dall’osservazione del fenomeno da analizzare.

Come si possono rappresentare i dati statistici?

I dati vengono rappresentati sotto forma di grafici statistici. Esistono diversi tipi di tabelle e grafici e la scelta dipende dal carattere dei dati raccolti e dalle informazioni che si vogliono trasmettere.

Ciascuno presenta dei vantaggi, ma anche degli svantaggi.

L’istogramma ad esempio, con le sue barre (che possono essere sia verticali che orizzontali) consente di effettuare facilmente dei confronti tra i dati, ma può essere utilizzato solo in caso di informazioni semplici (ad esempio il paragone del numero degli abitanti delle varie regioni italiane).

Il grafico a torta (il classico cerchio diviso in settori) è utile quando l’analisi visiva delle varie “fette” è più importante del loro valore effettivo, che è difficile da quantificare a colpo d’occhio.

Come devono essere i dati statistici?

È importante rappresentarli nel modo più semplice e immediato possibile, per rendere la loro interpretazione chiara e facilmente fruibile attraverso i vari tipi di diagramma.


Domande correlate

Che cos’è la statistica?

La statistica è un insieme di metodi scientifici che hanno come obiettivo la conoscenza quantitativa e qualitativa dei vari fenomeni.

Si basa sulla raccolta, sull’ordinamento, sulla sintesi e l’analisi dei dati, i cui risultati vengono poi rappresentati sotto forma di grafici.

A cosa serve la statistica e come nasce l’esigenza di raccogliere dati?

La ricerca di matematica statistica consente di analizzare i fenomeni che interessano la nostra società e l’ambiente in cui viviamo. Lo scopo è spesso quello di fare delle previsioni sull’evoluzione di tali fenomeni e di prendere di conseguenza delle decisioni.

Un esempio è l’utilizzo dei dati relativi al numero di casi di una pandemia, che fa prendere decisioni a Stati, Comuni e Ministero della Salute in base a quanto raccolto. Anche nella ricerca di un vaccino per una malattia, c’è la necessità di fare ricerche per valutarne l’efficacia.

E la dimostrazione di questa efficacia proviene dai dati raccolti e analizzati statisticamente.

Che cosa permette di rappresentare un diagramma cartesiano?

Il piano cartesiano è un sistema di coordinate sviluppato da René Descartes nel 1637. Questo sistema è formato da due linee perpendicolari, dette assi cartesiane, che definiscono un unico piano.

Quindi in questo sistema di coordinate è possibile determinare la posizione tutti i punti e, di conseguenza, di qualsiasi oggetto formato da questi punti che si trovi in ​​quel piano.

In questo modo si possono rappresentare punti o oggetti utilizzando solo le loro coordinate: non è necessario costruire un disegno di un oggetto, bisogna solo esprimerne le coordinate.

Molti problemi in matematica potrebbero essere risolti grazie a questo sistema, come ad esempio le definizioni della distanza tra due punti o il calcolo dell’area di un triangolo. Questi argomenti sono la base della geometria analitica, che è, a sua volta, la base per lo sviluppo del calcolo differenziale e integrale.

Come è nata la statistica?

Fin dall’antichità le statistiche erano utilizzate dai re e dagli imperatori per ottenere informazioni quantitative e qualitative sulla loro ricchezza, sulle tasse e sulla popolazione.

Nell’antico Egitto, ad esempio, i faraoni richiedevano le registrazioni statistiche dei loro raccolti. E già più di duemila anni fa, la Cina cercava di tenere sotto controllo la crescita della popolazione attraverso i censimenti.

Nel Seicento i matematici Blaise Pascal e Pierre de Fermet si sono occupati delle scienze statistiche. Hanno messo a punto i metodi di calcolo delle probabilità, in particolare legati ai giochi d’azzardo dell’aristocrazia francese.

A coniare il termine Statistica è stato lo storico tedesco Gottfried Achenwall, che nel Settecento ha effettuato degli studi approfonditi sulla disciplina.

Chi si occupa di statistica?

In Italia le statistiche vengono condotte dall’ente pubblico di ricerca Istat-Istituto nazionale di statistica, che effettua periodici censimenti su popolazione, servizi, industria e agricoltura.

Svolge indagini a campioni sulle famiglie e a carattere economico, nel complesso e come unità statistica.

Che cosa rappresentano i cartogrammi?

I cartogrammi sono immagini o mappe su cui vengono indicati dati statistici che, attraverso l’impiego di simboli e valori, quantificano l’intensità dei diversi fenomeni (ad esempio i tassi di natalità o la distribuzione della popolazione).

Che cosa sono gli indicatori statistici?

Gli indicatori statistici vengono utilizzati per descrivere in modo sintetico un fenomeno statistico.

Si tratta in pratica di un numero che si ottiene attraverso differenze e rapporti tra i dati statistici raccolti e moltiplicando eventualmente i rapporti per potenze di 10.

Che cosa è un istogramma?

Si tratta di un grafico a barre che mostra una distribuzione di frequenze.

Nell’istogramma, la base di ciascuna barra rappresenta una classe e l’altezza costituisce la quantità o frequenza assoluta con cui si verifica il valore di ciascuna classe.

Cosa sono i grafici scuola primaria?

Già dalla scuola primaria si incomincia a fare un’introduzione alla statistica.

Si impara così a conoscere i vari tipi di grafici e a utilizzarli per trasformare i dati numerici in un’immagine interpretabile in modo immediato, senza bisogno di alcuna spiegazione aggiuntiva.

Quale termine si usa per indicare un indagine statistica che riguardi una popolazione intera?

Un’indagine statistica si dice “totale” quando coinvolge l’intera popolazione, mentre se ne coinvolge solo una parte viene definita “campionaria” (cioè interessa solo un campione statistico).

Perché la statistica è una risorsa importante per lo Stato?

Le statistiche svolgono un ruolo fondamentale per dimensionare la situazione attuale e in divenire delle questioni sociali.

Parametri di povertà, di abbandono della scuola dell’obbligo, problemi di accesso ai servizi sanitari, tossicodipendenza, violenza e molte altre problematiche vengono inquadrate con precisione dalle indagini statistiche, consentendo di mettere a punto degli efficaci piani di intervento.

Come si fa un calcolo delle probabilità?

La probabilità è lo studio che calcola le possibilità che qualcosa accada. Ciò può variare da cose semplici, come estrarre una carta dal mazzo, a cose complesse, come i dati per la salute pubblica.

La probabilità è calcolata utilizzando un calcolo semplice.

Ad esempio: che probabilità ci sono che, tirando un dado a sei facce, esca il numero 3?

  • si inizia a quantificare quali sono i casi possibili (nel caso del dado sono 6)
  • si valuta quante sono le possibilità che si verifichi il caso favorevole (nel caso del numero 3 ce n’è una sola)
  • si divide il numero dei casi favorevoli (1) per quello dei casi possibili (6)

Quindi: 1/6

Come si fa un’indagine statistica scuola primaria?

I dati necessari per realizzare un’indagine statistica si possono ottenere in vario modo: questionari, strumenti di misurazione, conteggi e osservazioni (ad esempio numero di individui che entrano in un negozio).

Possono anche essere presi dalla documentazione amministrativa (come ad esempio i dati dei bilanci delle imprese).

Lascia un commento