Come muore una tartaruga di terra?

Come muore una tartaruga di terra?

Troppo cibo, temperature inadeguate, predatori, ribaltamenti e lesioni al carapace sono solo alcuni dei tanti pericoli che mettono a rischio la vita di questi splendidi animali corazzati.

Che si tratti di rettili acquatici o terricoli, è importante conoscere questi problemi per riuscire ad allevare delle tartarughe sane e felici.

Certo, il topic non è dei più radiosi, ma potrebbe tornarti molto utile per salvare la vita alla tua testuggine!

Come muoiono le tartarughe marine?

Da qualche anno, le tartarughe marine sono diventate (loro malgrado) le testimonial principali per la lotta contro l’utilizzo della plastica.

L’ingestione di quest’ultima, infatti, è la causa principale per cui le tartarughe marine rischiano il decesso, dato che non riescono a distinguere una medusa da un sacchetto che fluttua davanti a loro tra un banco di pesci e l’altro. 

Uno studio dell’Università del Queensland pubblicato su “Global Change Biology” ha evidenziato che più del 52% di tutte le tartarughe acquatiche ha ingerito rifiuti di plastica.

Tali rifiuti ostruiscono l’apparato digestivo, innescando un pericolosissimo senso di sazietà che le porta a non cercare più cibo morendo letteralmente di fame.

Anche le reti a strascico dei pescatori costituiscono un importante pericolo per questi animali, così come le eliche dei mezzi acquatici motorizzati.

Tartarughe d’acqua dolce, come muoiono?

Le tartarughe d’acqua dolce domestiche, rischiano la vita se alimentate nel modo sbagliato.

In realtà questa è un’affermazione valida (ahimè) per ogni tipologia di tartaruga o testuggine esistente, ma è decisamente più indicata nei confronti delle specie acquatiche dato che quando stanno male si capovolgono rischiando di annegare.

Le poverine non si fanno troppe domande davanti al cibo che si trovano davanti al muso e non sanno né autogestirsi sulla quantità da ingerire, né capire se ciò che hanno sotto al naso sia digeribile o meno.

Una dieta ricca di grassi e delle porzioni eccessive di cibo, fanno sì che si accumulino strati di grasso che ricade sulle zampe sotto al carapace, portando al soffocamento dell’animale.

Per evitare questo rischio è fondamentale somministrare una dieta corretta e controllare spesso che le zampe e le parti molli godano di un bell’aspetto e di buona salute.

Come muoiono le tartarughe di terra?

Sul fronte digestivo, le tartarughe di terra sono delicate quanto le loro cugine acquatiche.

Una dieta sbagliata o l’ingestione di un corpo estraneo non digeribile potrebbero compromettere irrimediabilmente la sua salute.

Ma esiste un altro pericolo molto temuto dalle testuggini: la temperatura ambientale non adatta.

Questi animali necessitano di temperature che non scendano per alcun motivo al di sotto dei 25°C.

Se pensi che 22 °C si possano considerare una temperatura mite e gradevolissima, sappi che una testuggine sente freddo e rischia l’ipotermia.

Bisogna però ricordarsi che le tartarughe di terra sono animali che vanno in letargo, per l’innesco del quale in inverno hanno bisogno di vivere in un ambiente con temperature che siano inferiori ai 10°C.

Ecco quindi che durante i mesi invernali le tartarughe di terra possono essere conservate in un ambiente freddo della casa come una cantina, o meglio ancora (tieniti forte) in frigorifero, dove avrà una temperatura costante dai 5 e i 7°C. 

Fai attenzione però, perché le cantine dovranno essere a prova di topi (che potrebbero letteralmente rosicchiare vive le tue tartarughe), e il frigorifero deve essere ben funzionante e non avere sbalzi di tensione per garantire un freddo costante. 

Infine la tartaruga non deve essere troppo giovane o avere problemi pregressi che le impediscano di entrare in letargo, perché potrebbero morire congelate, quindi prima di prendere qualsiasi tipo di decisione in merito confrontati sempre col tuo veterinario di fiducia.

Quali possono essere le situazioni di pericolo più comuni?

I pericoli per le testuggini negli ambienti domestici sono davvero moltissimi, per assurdo forse sono molti di più rispetto ad un ambiente naturale e non controllato!

Tra questi i principali sono sicuramente:

  • La dieta sbagliata
  • La temperatura non corretta
  • I tosaerba
  • Le automobili
  • I cani, i gatti, i rapaci e i ratti
  • Il ribaltamento
  • L’acqua alta

In natura, una tartaruga di terra non avrebbe a che fare con più della metà di queste potenzialmente letali problematiche.

Per questo il tutto si può ridurre alla responsabilità dell’allevatore, che per mantenere sano il suo amico col guscio dovrà:

  • Proporre quantità di cibo equilibrate e in linea con il fabbisogno del suo animale
  • Munirsi di incubatrici o luci riscaldanti che regolino la temperatura e di un ambiente abbastanza freddo che consenta alla tartaruga di trascorrere l’inverno in letargo
  • Recintare la zona di movimento libero della tartaruga così che animali esterni (con denti e artigli) non possano raggiungerla e che lei non rischi di mettersi sotto al pneumatico di una macchina
  • Arricchire il suo habitat con sassi e ciuffi d’erba che consentano alla testuggine di rimettersi dritta sulle zampe da sola in caso di ribaltamento
  • Evitare di lasciare eventuali piscinette con un livello eccessivo di acqua

Come si fa a sapere se una tartaruga sta male?

La difficoltà nel capire a colpo d’occhio il malessere di simili animali è altissima.

Non sono bestiole particolarmente comunicative e si limitano a continuare la loro vita come se niente fosse anche quando stanno poco bene.

Diventa quindi necessario controllare spesso che le tartarughe non siano letargiche o inappetenti in periodi diversi dal pre-letargo.

Ma soprattutto è fondamentale verificare periodicamente che il carapace (parte superiore del guscio) e il piastrone (la parte inferiore) non presentino punti molli e che abbiano un bel suono se battuti con le nocche.

Guarda questo video informativo per saperne di più:

Cosa succede se il cane mangia una tartaruga?

I cani si sa, sono i migliori amici dell’uomo.

Ma sono un vero incubo a quattro zampe per le tartarughe!

Per un cane una tartaruga è un sasso che cammina, un potenziale giochino da rincorrere e prendere a zampate, oppure da mordicchiare.

Il carapace è una parte molto vascolarizzata del corpo di una tartaruga, e per questo motivo risulta davvero molto gustoso al palato canino.

Anche cani abituati da tantissimo tempo a convivere con una tartaruga potrebbero svegliarsi, accorgersi di quanto sia bello masticarla e divorarla viva, senza avere percezione di star uccidendo un membro della famiglia.

Questo è il motivo per cui è sconsigliatissimo detenere un cane e una tartaruga nello stesso ambiente!

Come capire se una tartaruga di terra è morta o è in letargo?

Una tartaruga morta presenta un corpo fortemente irrigidito e freddo, con gli occhi infossati e con perdite di liquami dagli orifizi.

Durante il letargo si potrebbe avere l’impressione che la testuggine sia morta, ma in realtà emette costanti e lentissimi respiri. 

Per capire se sta ancora respirando, puoi provare a mettere una piuma davanti alle narici e vedere se si muove.

Che succede se la tartaruga si capovolge?

Una tartaruga capovolta non è mai una bella cosa.

La loro poca agilità comporta dei possibili ribaltamenti, soprattutto se camminano su superfici con forti dislivelli.

Il capovolgimento di questo animali può portare a:

  • Estrema disidratazione provocata dal troppo tempo trascorso senza nutrimento
  • Soffocamento dovuto allo schiacciamento innaturale degli organi interni
  • Annegamento nel caso in cui avvenga in acqua

Solitamente, le tartarughe in salute sono anche in grado di rimettersi nel verso giusto aiutandosi con sassi e ciuffi  d’erba che, spinti o tirati dalla bocca, possono costituire un valido aiuto in caso di capovolgimento.

Ma non sempre riescono nell’intento, quindi se ne vedi una sottosopra intervieni subito e aiutala!

Cosa si deve fare quando muoiono le tartarughe?

Quando muore una tartaruga, l’unica cosa che ti rimane da fare è portarla dal tuo veterinario che provvederà allo smaltimento del cadavere in maniera adeguata o, nel caso volessi seppellirla o cremarla, saprà darti delle indicazioni sul come procedere per l’una o per l’altra soluzione.

Dovrai poi denunciarne il trapasso (entro dieci giorni) al Corpo Forestale dello Stato / Servizio CITES della tua città.


Fonti:

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/gcb.13078

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