Stato civile cosa scrivere?

Lo stato civile rappresenta lo stato del cittadino: le sue origini, la sua cittadinanza, se sposato o meno. Queste informazioni vengono richieste spesso su diversi tipi di moduli, che non sempre sono chiari. Sappiamo, per lo stato civile, cosa scrivere?

Su diversi documenti e moduli cosa scrivere alla voce “Stato civile”

Lo stato civile è l’insieme di quegli aspetti riguardanti la vita del cittadino in relazione alla società: 

  • nascita; 
  • morte; 
  • genitori; 
  • coniugi; 
  • figli;
  • luogo di residenza;
  • cittadinanza.

Tali aspetti devono essere registrati presso l’anagrafe da un ufficiale dello stato civile e devono essere consegnati al diretto interessato qualora lo richiedesse, o al delegato al ritiro che porti con sé la firma autografa del delegante.

Documenti che attestano lo stato civile del cittadino

I documenti su cui è possibile trovare i dati del nostro stato civile sono la carta d’identità, rilasciata dal Comune di residenza in formato cartaceo ed elettronico (detta cie), e il passaporto, rilasciato dalla questura di riferimento.

Carta d’identità

La carta d’identità viene rilasciata a tutti i cittadini e diventa obbligatoria dai 12 anni in su.

Il rinnovo varia in base all’età del richiedente: 

  • ogni 3 anni per i minori di età inferiore a 3 anni;
  • ogni 5 anni per i minori tra i 3 e i 18 anni;
  • ogni 10 anni per i maggiorenni.

Passaporto

Il passaporto è un documento di identità valido per l’espatrio in paesi extra-UE (all’interno dell’Unione Europea è possibile utilizzare la carta d’identità, meglio se elettronica).

Al pari della cie, la sua durata è di 10 anni e può essere rinnovato presentando richiesta alla questura di riferimento, insieme a tutta la documentazione richiesta.
Attenzione: nei sei mesi precedenti la scadenza, il passaporto perde la sua validità per l’espatrio e può essere usato solo come documento di identità.

Lo stato civile nei documenti

Attualmente, il significato più conosciuto di stato civile è il matrimonio (o l’assenza di esso). Inizialmente, nelle vecchie carte di identità veniva segnalato se il soggetto era:

  1. Coniugato/a
  2. Divorziato/a
  3. Vedovo/a
  4. Celibe/nubile

A seguito della circolare del Ministero dell’Interno del 15 luglio 1997, si decise di tutelare la privacy di chi non era legato da un matrimonio e di optare per un più neutrale “libero/a”.

Da ciò ne consegue che, nei documenti in cui viene chiesto lo stato civile, la risposta da dare è “coniugato” oppure “libero”.

Dove richiedere il certificato di stato civile

Per sapere qual è lo stato civile di un cittadino va richiesto un certificato al comune di residenza oppure nel municipio in cui è stato emesso il certificato. Per avere il documento, bisogna presentare una carta d’identità oppure un passaporto, entrambi validi. In caso non sia possibile per il richiedente andare di persona a effettuare la domanda, si può incaricare un delegato che presenti copia del documento identificativo e autorizzazione a procedere con firma autografa del delegante.

Differenza tra celibe e nubile 

Il significato di queste parole è identico: indicano persone che non sono mai state impegnate in un matrimonio. La differenza è che lo stato civile celibe riguarda gli uomini, mentre quello nubile riguarda le donne.

Nei documenti ufficiali, in ogni caso, questa specifica informazione non viene mai richiesta per tutelare la privacy dell’individuo.

Cosa fare in caso di cambiamento dello stato civile

Il cambiamento dello stato civile inteso come, per esempio, il matrimonio, non costituisce un elemento che aiuta a identificare l’individuo. Pertanto, se l’individuo si sposa, non è obbligato ad andare all’anagrafe per cambiare la sua carta di identità.

Tuttavia, il consiglio rimane di aggiornare la carta d’identità al momento del rinnovo, in modo che vengano registrate informazioni più aggiornate possibile e consentendo quindi un’identificazione più precisa del soggetto richiedente.

Forse può rimanere qualche dubbio su cosa scrivere in caso di cambiamento dello stato civile, se non si è ancora aggiornata la carta d’identità.

In caso, non c’è da preoccuparsi: non essendo obbligatorio l’aggiornamento della stessa, si può scrivere tranquillamente lo stato in cui ci si trova al momento della compilazione del documento senza che la discrepanza crei problemi. Ad esempio, se nella carta d’identità lo stato civile è “libero”, ma nel frattempo ci si è sposati, si può compilare il documento che richiede lo status segnalando che si è coniugati.

Cosa fare se lo stato civile riguarda la nascita di una persona

Nel caso nasca un bambino, bisogna recarsi all’anagrafe del comune di nascita o di residenza entro tre giorni dalla sua venuta al mondo. Se i genitori del bambino sono sposati, può andare solo uno dei due coniugi (solitamente il padre), e registrare all’ufficio anagrafe il nome e il cognome del neonato. In caso, invece, i genitori non siano sposati e decidano di accettare entrambi il figlio, la madre deve riconoscere la nascita in ospedale, mentre il padre può farlo presso il comune quattro giorni dopo il parto. Attualmente, è possibile scegliere anche il cognome del bambino, che può essere quello del padre, quello della madre oppure entrambi.

Oltre al nome, il cognome e il giorno di nascita, va registrato anche l’indirizzo di residenza, che corrisponde a quello materno.

Una volta effettuata la registrazione, si può richiedere il certificato di nascita.

Cosa fare se lo stato civile riguarda la morte di una persona

Quando muore una persona, bisogna recarsi presso il comune di residenza per ottenere il certificato di morte. Il certificato di morte contiene le seguenti informazioni:

  1. Dati anagrafici del defunto
  2. Stato civile
  3. Data e luogo del decesso
  4. Numero di protocollo della registrazione dell’atto di morte

Il certificato di morte serve per risolvere le questioni ereditarie o per la sospensione dell’erogazione di eventuali pensioni.

Nota bene: il certificato di morte è diverso dall’atto di morte. L’atto di morte, infatti, è il documento che attesta l’autenticità del decesso e può venire redatto da un’agente delle pompe funebri o dal personale medico in caso il decesso avvenga in ospedale.

Cambio di residenza

Il cambiamento di residenza va obbligatoriamente segnalato al comune in cui si va a risiedere. È sufficiente presentarsi all’ufficio anagrafe e dichiarare il nuovo indirizzo in cui si vive. A questo punto, il comune manda un ufficiale a verificare l’effettiva residenza. Da quel momento in poi, si potrà procedere al cambio della carta d’identità, dal momento che la residenza è uno dei requisiti che facilita l’identificazione del cittadino.

Fonti:

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