Qual’è la differenza tra marmellata e confettura?

Pane, burro e… marmellata o confettura? Bel dubbio, visto che definiamo marmellata anche ciò che marmellata non è, cioè la confettura. Se nel linguaggio comune, nella pubblicità e perfino nel più autorevole dizionario italiano prevale il primo termine, in realtà le differenze sono più di una. 

E non sono differenze da poco, tanto che la Comunità Europea si è scomodata per risolvere la questione. Se vuoi conoscere qual è la differenza tra marmellata e confettura e altre curiosità, approfitta di questa nostra mini guida.

Che differenza c’è tra la confettura e la marmellata?

Per la maggior parte degli italiani qualsiasi conserva dolce di frutta contenuta in un barattolino di vetro è marmellata, ma per la legge non è così. È stata proprio la Comunità Europea, con una sua direttiva, a stabilire la differenza tra le due preparazioni. Mentre con il termine “marmellata” si indica il prodotto a base di agrumi e zucchero, quello di “confettura” è la mescolanza di zucchero con polpa o purea di tutti gli altri tipi di frutta.

Perché la marmellata è solo di agrumi?

Perché questo è ciò che stabilisce la Direttiva della Comunità Europea: i vari tipi di marmellate devono essere esclusivamente a base di agrumi, quindi bergamotto, cedro, limone, arancia, mandarino e pompelmo, in quantità non inferiore al 20%. Oltre a zucchero e polpa, vengono usate purea, succo, scorza.

Come si chiama la marmellata con i pezzi di frutta?

Se ci sono pezzi di frutta, sicuramente si tratta di confettura. Escludendo gli agrumi, ingredienti fondamentali delle marmellate, tutti gli altri tipi di frutta vengono impiegati per la preparazione di confetture, dopo essere stati tagliati in pezzi grossolani e privati di semi o nocciolo.

Cosa si intende per composta?

Più frutta e meno zucchero: questa è la composta, una variante di marmellate e confetture,  che si differenzia da questeper la presenza di quantità maggiori di frutta e minori di zucchero. La composta infatti deve contenere almeno il 65% di frutta.

Marmellata e confettura: conoscete le differenze?

Quante volte capita di dire “buona questa marmellata di albicocca”? E se la sostanza non cambia, è la forma a essere sbagliata. Nel linguaggio comune non c’è differenza tra confettura e marmellata, ma per la legge sono due prodotti diversi. Una Direttiva Europea stabilisce infatti che la marmellata e la confettura si distinguono per  tipo e quantità di frutta usata:                             

  • marmellata: minimo il 20% di agrumi
  • confettura: min. 35% di ogni altro tipo di frutta
  • confettura extra: min. 45% di frutta, ad eccezione degli agrumi

Domande correlate

Che cos’è la composta di frutta?

Come le marmellate e le confetture, anche la composta è una preparazione a base di frutta. La differenza sostanziale con le altre due tipologie di conserve sta nella percentuale di frutta richiesta: la composta ne è particolarmente ricca visto che ne deve contenere minimo il 65%. Tanta frutta e di conseguenza meno zuccheri, per un prodotto più sano e salutare rispetto alle altre due.

Come si calcola la percentuale di frutta nella marmellata?

Matematica e marmellata: un abbinamento insolito ma necessario quando vogliamo sapere quale sia la percentuale di frutta presente nel nostro vasetto di marmellata. È sufficiente una semplice proporzione che tenga conto del peso della frutta utilizzata e del peso del prodotto finito ottenuto: peso frutta: peso marmellata ottenuta=X:100

A cosa serve la mela nella marmellata?

Quando la marmellata risulta troppo liquida, si può ricorrere all’uso di addensanti. E il miglior addensante naturale è proprio la mela. Questo frutto contiene infatti pectina, un carboidrato che, a contatto con zuccheri o acidi, si trasforma in gel: ne basta una, con tutta la buccia, per ogni chilo di frutta. La mela non è l’unico frutto che contiene pectina, ne sono ricchi anche i limoni e le albicocche.

Come utilizzare le confetture?

Basta un vasetto di confettura e un po’ di fantasia per sbizzarrirsi nei vari abbinamenti: come non pensare alla classica merenda a base di pane, burro e confettura? Le confetture vengono usate soprattutto nelle preparazioni dolci come crostate e cheesecake, nella farcitura di crepes o per decorare torte o ciambelle dolci. E che dire dell’abbinamento con i formaggi? Stagionati o freschi che siano, la giusta quantità di confettura non può che esaltarne il sapore.

Che significa confettura extra?

Per essere considerata “extra”, la confettura deve contenere minimo il 45% di frutta. Al di sotto di questa percentuale, e fino al 35%, si parla di semplice confettura.

Come si chiama chi fa la marmellata?

In italiano non esiste un sostantivo che indichi in modo specifico la figura di chi produce marmellate. Si potrebbe osare “conserviere”, che definisce chi produce conserve.

Perché si chiama confettura?

Dal latino “confectura” al francese “conficture”, che indica una preparazione a base di frutta e zucchero: è questa l’origine del sostantivo italiano “confettura”.

Dove si può spalmare la marmellata?

La marmellata si può spalmare semplicemente su una fetta di pane con un velo di burro o si può usare abbinata ai formaggi, soprattutto quelli freschi come la ricotta o la robiola. Ovviamente può essere usata in preparazioni dolci, ad esempio come farcitura di biscotti o torte.

Cosa fare con una marmellata troppo dolce?

Se durante la cottura la marmellata risulta essere troppo dolce, si può tentare di modificarne il sapore aggiungendo qualche goccia di limone. Nel caso fosse troppo tardi, si può sempre usare in preparazioni dolci ma senza zucchero, come farcitura o decorazione. Un’altra possibilità è quella di aggiungerla a formaggi freschi come robiola o ricotta e servirla come dessert.

Come usare la marmellata di limone?

Oltre a essere una scusa per rifornirsi di vitamina C, la marmellata di limoni è ottima per molti abbinamenti sia dolci che salati. Si può usare per farcire biscotti o crostate, ma anche con la carne, soprattutto di maiale, o con i formaggi freschi o semi stagionati, dalla robiola al Camembert.

Come sostituire la mela nella marmellata?

In alternativa alla mela, si possono usare la pectina o  l’agar agar in polvere.

A quale temperatura è pronta la marmellata?

La marmellata è pronta quando la temperatura raggiunge i 105-108 gradi, necessari alla giusta cottura dello zucchero.

Come si forma il botulino nelle marmellate?

Quando si parla di rischio botulino non c’è differenza tra marmellata e confettura: per scongiurare questo pericolo è necessaria una buona conservazione che, a sua volta, dipende dall’acidità della frutta, dal contenuto di zucchero e ovviamente dalla sterilizzazione dei contenitori usati.

Come calcolare lo zucchero nella marmellata?

Per calcolare la quantità di zucchero presente nella marmellata è sufficiente fare una semplice proporzione aritmetica, conoscendo il peso dello zucchero usato e quello del prodotto ottenuto.

Come calcolare la percentuale di zucchero nella marmellata?

Per calcolare la percentuale di zucchero nel prodotto ottenuto è sufficiente fare una semplice proporzione aritmetica. In alternativa ci si può munire di un rifrattometro, che misura la concentrazione zuccherina in prodotti come succhi di frutta o marmellate.

Come si usa il rifrattometro per marmellata?

Usare il rifrattometro è decisamente semplice: basta mettere una piccola quantità di marmellata sullo strumento e leggere il valore che esprime il livello di zucchero contenuto dal prodotto.

Quali sono le marmellate senza zucchero?

Sono delle marmellate light adatte a chi ha problemi di salute come i diabetici o a chi semplicemente vuole limitare il livello di zuccheri nella propria alimentazione. Nella maggior parte dei casi non hanno zuccheri aggiunti, oppure sono dolcificate con alternative come zucchero di canna, fruttosio, stevia, sciroppo d’acero.

Che cos’è la purea di frutta?

La purea di frutta è il prodotto che si ottiene setacciando la polpa di frutti crudi privati della buccia, con l’eventuale aggiunta di poco zucchero.

Quanto zucchero nella composta?

La composta di frutta deve contenere per legge almeno il 65% di frutta.

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