Emoglobina glicata: come abbassarla

Se sei qui, probabilmente sai molto bene che cos’è il diabete e quanto è importante la misurazione della glicemia.

C’è però un altro parametro che è molto importante nello studio del diabete, soprattutto per capire se la terapia funziona bene e se il paziente la assume correttamente.

Questo parametro prende il nome di emogobina glicata.

In questo articolo scopriamo insieme di cosa si tratta, cercando di rispondere al quesito più importante.

Emoglobina glicata: come abbassarla?

Generalità

Se si sospetta di avere il diabete, bisogna controllare la glicemia.

Lo stesso se si ha già una diagnosi di diabete e bisogna controllare la patologia nel tempo, per vedere se il diabete è compensato e se il trattamento sta sortendo gli effetti sperati.

Tuttavia, la semplice glicemia restituisce un quadro momentaneo del livello di zuccheri nel sangue.

È dipendente dal pasto e dall’assetto ormonale del paziente nel momento del prelievo.

Quando nel sangue c’è troppo glucosio, le molecole di zucchero possono legarsi in maniera irreversibile all’emoglobina, attraverso un processo detto glicosilazione.

Si forma così l’emoglobina glicata – spesso indicata sugli esami del sangue come HbA1c.

I globuli rossi hanno una vita media di 120 giorni: questo significa che l’emoglobina glicata permane nel sangue per oltre 3 mesi.

È proprio questo meccanismo che rende l’emoglobina glicata un formidabile indice di glicemia degli ultimi tre mesi.

Si tratta quindi di un esame irrinunciabile per i pazienti in cui bisogna confermare un sospetto di diabete e nei pazienti con diagnosi di diabete che va controllato nel tempo.

LO SAPEVI CHE

La glicemia rappresenta la quantità di glucosio nel sangue, fondamentale carburante per tutte le attività cellulari del nostro organismo.

Cos’è

Quindi, cos’è l’emoglobina glicata?

Si tratta di un parametro importante per valutare l’andamento medio della glicemia in un periodo che va da due a tre mesi.

Non è utilizzata (da sola) per porre diagnosi di diabete.

Al contrario, diventa essenziale per valutare se un paziente con il diabete ha un buon controllo glicemico nel tempo e, di conseguenza, se la terapia è efficace.

Gli zuccheri, presenti in eccesso nel sangue, si legano a varie proteine, tra cui l’emoglobina.

Si forma così l’emoglobina glicata o Hb1A1c.

Quanto più glucosio c’è nel sangue (quindi, quanto più alta è la glicemia per lunghi periodi), tanto più alta sarà la percentuale di emoglobina glicata che sarà osservabile negli esami del sangue.

Perché si Misura

L’aspetto che rende così preziosa la valutazione dell’emoglobina glicata è che il processo di glicosilazione è irreversibile.

Questo significa che una volta che l’emoglobina è stata glicosilata (legata al glucosio) questa non tornerà mai alla sua forma originaria e resterà sempre così.

Ma proprio per sempre?

No, per circa 3 mesi, dopodiché succede qualcosa che porta l’emoglobina alla degradazione.

L’emoglobina non gira libera nel sangue ma è contenuta all’interno delle cellule ematiche, i globuli rossi, che fungono proprio da trasportatori di questa preziosa proteina.

Il globulo rosso non “vive” all’infinito

Dopo un certo periodo di tempo viene degradato e l’emoglobina distrutta in parti più semplici che verranno eliminate o riutilizzate dall’organismo.

Questo periodo di tempo è proprio di circa 3 mesi.

Insomma, l’emoglobina glicata rimane in circolo così, immutata, per tre mesi. Al contrario, la misurazione della glicemia restituisce il quadro di uno specifico momento.

La glicemia è inoltre grandemente influenzata dai pasti recenti, che la innalzano immediatamente.

Quindi la glicemia mi va bene per valutare la risposta dell’organismo all’introduzione di zuccheri, informazione essenziale per la DIAGNOSI di diabete.

Per SEGUIRE un paziente che sappiamo già avere il diabete, l’emoglobina glicata è molto più utile della glicemia.

Ci dà un’informazione indiretta sull’andamento della patologia in una finestra di tempo abbastanza ampia e permette così di monitorare l’efficacia della terapia.

NOTA BENE

Anche se la terapia ipoglicemizzante è adeguata, un pasto effettuato prima del prelievo alza la glicemia e potrebbe dare l’idea che la terapia sia inadeguata. Con l’emoglobina glicata questo non può accadere e si ha una visione più fedele dell’andamento della terapia. 

Valori normali

Quando si parla di “valori normali” di emoglobina glicata, si fa riferimento ai valori nelle persone che NON SONO affette da diabete.

I valori normali di emoglobina glicata sono compresi tra il 4% e il 6%.

Tuttavia, è molto raro prescrivere l’esame dell’emoglobina glicata a un paziente che non sia affetto da diabete.

Al contrario – come abbiamo già detto – l’emoglobina glicata è un esame essenziale per controllare l’andamento della terapia nei pazienti affetti da diabete.

In questo caso, è verosimile che i valori di emoglobina glicata saranno superiori al 6%, ma in base al valore effettivo si può stimare quanto è buono il controllo glicemico del paziente.

Nei pazienti diabetici in terapia, i valori di riferimento sono:

  • < 6,3%: controllo glicemico ottimo
  • 6,4% – 7,1%: controllo glicemico buono
  • 7,2% – 9%: controllo glicemico non adeguato
  • > 9%: controllo glicemico cattivo

Attualmente le indicazioni dicono che un paziente in terapia contro il diabete dovrebbe mantenere livelli di Hb1A1c inferiori al 7%. 

Qualora venga superato l’8% di emoglobina glicata bisogna rivedere la terapia.

Emoglobina Glicata Alta – Cause

Avere l’emoglobina glicata alta (sopra 6,5%) è quasi sempre indicativo di diabete mellito.

Questo perché l’emoglobina glicata si forma dal legame tra il glucosio e le molecole di emoglobina nel sangue.

Più glucosio c’è nel sangue, più si facilita la formazione dell’emoglobina glicata: la patologia che per eccellenza dà iperglicemia è proprio il diabete.

Tuttavia, bisogna ricordare che ci sono diverse altre patologie o condizioni mediche che possono influenzare i valori di emoglobina glicata.

In primis tutte le patologie che portano a riduzione o aumento del numero di globuli rossi – che contengono emoglobina) possono modificare i valori di emoglobina glicata.

È questo il caso di vari tipi di anemia (la più classica, anemia sideropenica): a parità di glicemia, se si riduce il contenuto ematico di emoglobina aumenterà la percentuale di emoglobina legata al glucosio.

Altre condizioni che possono aumentare i livelli di emoglobina glicata sono:

  • Insufficienza renale
  • Iperbilirubinemia
  • Ipertrigliceridemia (alti trigliceridi)
  • Alcolismo
  • Tossicodipendenze, soprattutto da oppiacei
  • Assunzione cronica di aspirina

Emoglobina Glicata Bassa – Cause

L’emoglobina glicata bassa non è un problema, anzi.

Significa avere un buon controllo della glicemia, non essere affetti da diabete e avere meno rischi di sviluppare patologie renali, cardiovascolari, problemi alla vista e lesioni cutanee da diabete.

Bisogna tenere presente che alcune condizioni possono ridurre i livelli di glicata in maniera anomala, restituendone un valore sottostimato.

Le principali sono:

  • Anemie
  • Alterazioni ematologiche
  • Leucemie
  • Emorragie recenti

Come si misura

Misurare l’emoglobina glicata è semplicissimo: basta l’analisi di un prelievo venoso.

Quasi sempre il dosaggio dell’emoglobina glicata viene inserito nel contesto di esami del sangue classici, insieme a emocromo, glicemia, enzimi epatici ecc…

In tutti i pazienti diabetici va eseguito il dosaggio di routine dell’emoglobina glicata.

In genere viene effettuato ogni 3-4 mesi, il tempo di “ricambio” dei globuli rossi.

ABBASSARE L’EMOGLOBINA GLICATA

L’emoglobina glicata è un parametro non molto influenzabile. Solo con una buona terapia del diabete e un attento controllo della dieta, associata all’attività fisica costante, si può abbassare l’emoglobina glicata.

Preparazione

Non è necessario prepararsi prima di sottoporsi all’esame dell’emoglobina glicata.

Questo esame dà la possibilità di stimare una media della glicemia nel corso degli ultimi tre mesi. Non ci sono elementi che possono influenzare il risultato.

Ad esempio, mangiare prima dell’esame non rischia di alterare il risultato.

Interpretazione dei Risultati

Ricordiamolo per l’ultima volta: il risultato che si andrà a leggere rappresenta la situazione glicemica media dei tre mesi precedenti l’esame.

Si parla di diabete quando l’emoglobina glicata supera il 6,5% e di pre-diabete per una glicata compresa tra il 6% e il 6,5%.

Nel caso si trovi una glicata > 7%, il diabete è scompensato e la terapia necessita aggiustamenti.


Fonti:

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