Come smaltire il cortisone velocemente?

Il cortisone a cosa serve?

Si tratta di uno dei più potenti farmaci antinfiammatori in commercio. Viene utilizzato nel trattamento di diverse patologie infiammatorie, come le artriti, le malattie infiammatorie intestinali, le nevriti.

Chi prende il cortisone sa che questo farmaco ha molti effetti collaterali, alcuni dei quali piuttosto importanti.

Quindi la domanda è: come smaltire il cortisone velocemente?

Vediamo insieme alcuni consigli per disintossicarsi dal cortisone il prima possibile!


Domande frequenti

Chi ha il diabete può prendere il cortisone?

Uno degli effetti collaterali del cortisone è che può aumentare la glicemia nei soggetti diabetici.

Il diabete rappresenta quindi una controindicazione relativa all’utilizzo di farmaci cortisonici. Laddove possibile, è preferibile una terapia sostitutiva per il trattamento delle infiammazioni.

Tuttavia, è possibile assumere il cortisone se si è diabetici: basta adeguare il dosaggio dell’insulina così da evitare eccessivi rialzi della glicemia.

Perché il cortisone fa aumentare la glicemia?

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, di cui il cortisone è un metabolita.

Tra le varie azioni degli ormoni glucocorticoidi c’è quella di aumentare la glicemia. Questo perché il cortisone contrasta l’azione dell’insulina (ipoglicemizzante).

Per questo, un’assunzione di cortisone per periodi lunghi può determinare marcati rialzi della glicemia.

Quanto dura l’effetto del cortisone sulla glicemia?

Tra i vari effetti collaterali del cortisone c’è l’aumento della glicemia e l’induzione di una insulino-resistenza.

Non è facile prevedere con esattezza la durata dell’effetto del cortisone sul rialzo della glicemia. In genere questa azione iperglicemizzante dura qualche settimana, per poi attenuarsi spontaneamente.

Per smaltire il cortisone occorrono circa 1-3 settimane.

Come sostituire il cortisone in caso di diabete?

Il cortisone a cosa serve? Viene utilizzato nel trattamento delle infiammazioni acute e croniche.

In caso di diabete, il trattamento cortisonico ha un effetto collaterale molto deleterio: l’aumento della glicemia.

Se si ha il diabete, è opportuno sostituire il cortisone con farmaci o rimedi naturali ad azione simile.

Ecco alcune possibili soluzioni:

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): Ibuprofene, Ketoprofene, Naprossene
  • Curcumina, utile soprattutto nel trattamento delle infiammazioni articolari
  • Zenzero
  • Ribes Nigrum

Quali farmaci possono far aumentare la glicemia?

I principali farmaci che possono far aumentare la glicemia sono i corticosteroidi, tra cui cortisone e derivati.

Tuttavia, i cortisonici non sono gli unici farmaci che fanno aumentare la glicemia. 

Altri farmaci iperglicemizzanti sono:

  • Diuretici tiazidici, utilizzati nel trattamento dell’ipertensione, come il clortalidone e l’idroclorotiazide
  • Beta-bloccanti, come il nebivololo e l’atenololo
  • Farmaci antidepressivi
  • Antipsicotici
  • Alcuni farmaci contro l’HIV, in particolare gli inibitori delle proteasi (atazanavir, darunavir)

Cosa succede quando si smette di prendere il cortisone?

Se la terapia cortisonica è stata breve (qualche settimana), il cortisone si smaltisce velocemente e non compaiono grossi effetti negativi dopo la sospensione.

Quando si sospende il cortisone dopo una terapia lunga, possono comparire alcuni sintomi di astinenza dal farmaco.

I sintomi principali sono:

  • Spossatezza
  • Dolori muscolari
  • Dolori osteoarticolari
  • Riacutizzazione dei dolori per cui abbiamo assunto il farmaco

Spesso il paziente attribuisce questi sintomi a una riacutizzazione della malattia di base.

A cosa fa male il cortisone?

Il cortisone ha molti effetti collaterali.

I principali sono l’aumento della glicemia (effetto diabetogeno), osteoporosi che porta a un aumentato rischio di fratture nell’anziano, aumento dell’appetito e ritenzione idrica.

Un problema molto comune del cortisone sono i suoi effetti gastrolesivi, che possono manifestarsi con la formazione di un ulcera gastrica.

Altri effetti collaterali del cortisone possono essere:

  • Mal di testa
  • Capogiri
  • Insonnia
  • Nervosismo
  • Difficoltà respiratorie
  • Dolori a ossa e articolazioni
  • Debolezza muscolare
  • Nausea e vomito

Come evitare di ingrassare con il cortisone?

Il cortisone è un farmaco che causa aumento dell’appetito e marcata ritenzione idrica.

Per evitare di ingrassare con il cortisone, è bene seguire una dieta iposodica (a basso contenuto di sale) per l’imitare l’effetto di ritenzione idrica.

Altro accorgimento è quello di limitare l’apporto calorico e prediligere una dieta a elevato contenuto proteico, riducendo l’apporto di carboidrati.

Cosa può causare il cortisone?

Il cortisone è un farmaco utilizzato per la sua spiccata azione antinfiammatoria.

Tuttavia, esso possiede tutta una serie di effetti collaterali, che spesso fanno decidere al medico e al paziente di optare per una terapia breve o, addirittura, alternativa.

Il cortisone, preso per lunghi periodi, può causare:

  • Difficoltà digestive, mal di stomaco, ulcera gastrica
  • Ritenzione idrica
  • Aumento dell’appetito e aumento del peso corporeo
  • Riduzione della massa ossea e osteoporosi
  • Iperglicemia
  • Mal di testa
  • Insonnia
  • Nervosismo

Cosa non fare quando si prende il cortisone?

Se stai prendendo il cortisone, è molto importante fare attenzione alla dieta.

I farmaci cortisonici provocano infatti un marcato aumento dell’appetito, associato alla ritenzione idrica. 

Questo può portare in breve tempo a un aumento indesiderato del peso corporeo. Va quindi evitato:

  • Eccessivo uso di sale
  • Alimenti ricchi di grassi
  • Insaccati e carni essiccate
  • Alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati

Vanno prediletti invece gli alimenti ad alto contenuto proteico, come le carni bianche.

Quanto tempo ci vuole a smaltire il cortisone?

Per smaltire il cortisone occorrono dalle 18 alle 36 ore. Questo è il tempo medio che impiega il farmaco per essere eliminato dal nostro organismo.

Tuttavia, il tempo può aumentare in base alla dose assunta e alcuni dei suoi effetti (ad esempio iperglicemia) possono perdurare più a lungo nel tempo, specie in caso di terapia molto lunga.

Come e quando prendere il cortisone?

Il cortisone può essere prescritto in una sola dose giornaliera, oppure due dosi, in relazione alla gravità dell’infiammazione da contrastare.

  • Due dosi: bisogna assumerne una al mattino, poco dopo il risveglio, e una la sera ora pasti.
  • Una dose: va assunto al mattino

Ricorda che il cortisone può creare danni alla mucosa gastrica. Per questo andrebbe assunto sempre a stomaco pieno o in associazione a un inibitore di pompa protonica come l’omeprazolo.

Quanto tempo ci vuole a smaltire il cortisone?

Per disintossicarsi dal cortisone occorrono normalmente dalle 18 alle 36 ore.

Questo parametro si chiama emivita del cortisone e rappresenta il tempo che occorre per eliminare gran parte del farmaco dal corpo.

Tuttavia alcuni effetti, tra cui l’iperglicemia cortisone-indotta, può permanere per un periodo più lungo.

Cosa succede se si interrompe di colpo il cortisone?

Il cortisone va interrotto in maniera “scalare”.

Infatti, l’interruzione improvvisa della terapia cortisonica può portare a una temibile complicanza: l’insufficienza surrenalica.

Si tratta di una condizione grave, che può condurre a ipotensione e morte.

La sospensione improvvisa del cortisone può essere anche accompagnata da febbre, dolori muscolari, formazione di noduli cutanei e dolori articolari.

Perché il cortisone si prende a scalare?

Quando prendiamo il cortisone, il nostro corpo percepisce l’elevata quantità di ormoni glucocorticoidi in circolo e blocca la produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.

Il cortisone si interrompe quindi a scalare, cosicché i surreni possano ripristinare gradualmente la propria funzione, scongiurando un’eventuale insufficienza surrenalica, complicanza potenzialmente fatale.

Cosa succede se si sospende il Deltacortene?

Se si sospende il deltacortene senza aver completato il ciclo di trattamento, i sintomi della malattia per cui è stata iniziata la terapia potrebbero ripresentarsi.

L’interruzione del deltacortene va scalata nel tempo, per evitare la comparsa della sindrome da sospensione di cortisone che può condurre a mialgia, calo di pressione, dolori articolari, mal di testa e, nei casi più gravi, insufficienza surrenalica grave.

Quanto incide il cortisone sulla glicemia?

Il cortisone è capace di aumentare la glicemia. 

Questo avviene per un effetto fisiologico del farmaco, che contrasta l’azione dell’insulina e che quindi mima a tutti gli effetti una condizione di mancanza di insulina.

Nel caso di terapie cortisoniche molto lunghe, può manifestarsi anche un’insulino-resistenza a complicare il quadro.


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