Come si chiama il verso del grillo?

Spesso protagonista di canzoni, racconti e fiabe, il grillo caratterizza da sempre le torride sere delle nostre estati con il suo caratteristico canto.

Sai come si chiama il verso del grillo? Si chiama “frinito”, pertanto si dice che il grillo “frinisce”. 

Nella lingua italiana, il frinire viene indicato onomatopeicamente con un doppio “cri”.

L’emissione di questo suono avviene in modo molto particolare, in quanto non nasce dall’utilizzo di corde vocali, ma dalla vibrazione delle ali.

Il canto e l’accoppiamento

Il grillo è un insetto ortottero molto diffuso. 

Verso aprile/maggio, subisce un’ultima muta del suo esoscheletro, che sancisce il suo ingresso nell’età adulta. Questo significa che è pronto a riprodursi! 

Ecco quindi che l’arrivo della calda stagione coincide con l’inizio del periodo in cui è possibile sentire il suo continuo frinito, il cui scopo è quello di attirare gli esemplari femmine.

Infatti soltanto il maschio stridisce, essendo munito di un organo stridulatore alla base del proprio addome. Quest’organo presenta una sorta di dentellatura sulla quale vengono strofinate le elitre (ovvero delle ali sclerificate non adatte al volo), producendo così il caratteristico canto.

Nel mese di giugno le femmine depongono le uova nel terreno che si schiuderanno sù per giù in un paio di settimane. I piccoli (chiamati neanidi) sono sostanzialmente degli esemplari adulti in miniatura, perfettamente in grado di badare a se stessi subito dopo la schiusa.

Il grillo da compagnia

Per quanto possa risultare strano e insolito, i grilli possono essere ottimi animali da compagnia e possono essere facilmente allevati in cattività.

Bastano davvero una manciata di accortezze da seguire, per poter allevare in tutta tranquillità un grillo. 

Innanzitutto per l’habitat puoi utilizzare una  teca, preferibilmente avente le pareti in vetro o in plastica. Questo perché il grillo è un ottimo arrampicatore, e una superficie ruvida o porosa potrebbe permettergli di raggiungere senza sforzo la sommità della teca, impedendoti di poterla aprire senza rischiare una sua fuga.

A differenza delle pareti, che devono essere lisce, il pavimento dev’essere ruvido per facilitare la deambulazione degli insetti. 

Puoi utilizzare dei cartoni, della sabbia, dei trucioli di legno o della corteccia, l’importante è non utilizzare un substrato terroso che invece dovrai inserire in una vaschetta separata dove le femmine potranno andare a deporre le uova.

Puoi inserire nell’habitat dei rotoli di carta (come quello interno di carta igienica o dello scottex, per intenderci), oppure delle confezioni di uova (sempre in carta) dove il tuo grillo potrà nascondersi e intrattenersi.

Per il cibo le possibilità sono molte: i grilli mangiano davvero di tutto! Esiste il loro mangime specifico acquistabile nei negozi specializzati, ma puoi ripiegare su crocchette per cani o gatti, pastoncini per uccelli o per pesci, oppure anche pezzi di frutta e verdura. L’importante è che non si creino muffe nella teca, quindi cerca la soluzione che ti risulta più facile a livello di gestione delle pulizie.

Infine, serve una ciotolina per l’acqua, oppure una spugna o un batuffolo di cotone imbevuti che sono da cambiare quotidianamente.

Il grillo portafortuna

Sono tantissime le culture che credono nella buona sorte portata da questo piccolo animaletto salterino, vediamole insieme:

  • In Cina, per esempio, sono convinti che i grilli canterini portino molta fortuna e che se una persona dal cuore puro ne  trova uno, essa possa vedere i propri desideri esauditi.
  • In Giappone sono soliti offrire grandi quantità di cibo ai grilli, per attirare su di sé la fortuna e per poter ascoltare il loro rilassante frinire. 
  • In Brasile, vedere un grillo verde è considerato di buon auspicio,  vederne uno nero è un segno nefasto che anticipa l’arrivo di una malattia e sentirne uno cantare significa che è in arrivo una maternità in famiglia.
  • Alle Barbados credono che vedere un grillo e sentirlo cantare porti molti soldi e che, di conseguenza, ucciderne uno attiri su di sé gravissime perdite economiche e molta sfortuna.

Infine, secondo una credenza popolare italiana, trovare un grillo nella propria abitazione pronostica abbondanza di cibo.

Il canto del grillo è rilassante

Può essere, ma non è davvero così scontato!

I suoni naturali, prodotti cioè dagli animali e dalla natura, sono considerati positivamente dalla maggior parte delle persone, che li ritiene dei rumori bianchi rilassanti addirittura quanto una ninna nanna. 

Ma per altre persone sono quasi insopportabili, e potrebbero arrivare a chiudersi completamente in casa pur di non sentirli più.

Curiosità sugli insetti commestibili

Mangiare insetti non rientra canonicamente nella cultura occidentale. 

Molti di noi infatti rabbrividiscono anche solo all’idea di vedere nel proprio piatto un grillo fritto, ma in realtà sono tantissimi i paesi che cucinano e consumano gli insetti come piatto principale!

Le specie di insetti commestibili sono più di un migliaio, un numero spropositatamente grande rispetto alla scarsa decina di specie di mammiferi che giornalmente vengono consumati sulle tavole degli italiani. 

Tieni però presente che in realtà anche nel cibo occidentale è contenuta una buona percentuale di insetti, soprattutto in certi coloranti alimentari. Basti pensare al colorante E-120, utilizzato soprattutto in pasticceria per colorare di rosso, che è un derivato della lavorazione di un insetto chiamato cocciniglia.

Prelibatezza esotica: posizionamento premium degli insetti edibili

Come dicevamo più sopra, noi occidentali proviamo raccapriccio e disgusto nel pensare di mangiare insetti. 

Per evitare di cadere nella trappola di questa fobia alimentare, è stato condotto uno studio che cataloga gli insetti non solo come cibo nutrizionalmente molto valido, ma cerca di fare leva sul buon sapore e sul posizionamento premium degli insetti edibili.

Si tratta di una vera e propria strategia di marketing finalizzata alla normalizzazione del consumo di insetti nel mercato occidentale, sempre più favorevole all’importazione dell’entomofagia e alla ricerca di un metodo efficace per la sua diffusione.

Questi studi hanno analizzato e confermato che la presentazione gradevole a livello di estetica e di gusto, è decisamente più impattante e significativa sui consumatori rispetto alle tante analisi scientifiche riguardo al valore nutrizionale e ai benefici ambientali legati al consumo di insetti.

Ecco quindi che, nel proporre piatti a base di grilli, cicale, formiche, e chi più ne ha più ne metta, vengono citate diciture come “posizionamento premium”, “prelibatezza esotica” e “alimentazione trendy”, che aiutano a migliorarne la percezione e a favorirne il consumo.

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