Come sgonfiarsi dagli antidepressivi?

Gli psicofarmaci sono quasi sempre un “male” necessario.

Si tratta di farmaci estremamente importanti, che salvaguardano il benessere psichico e fisico delle persone affette da varie patologie psicogene, come ansia, depressione o le ben più gravi psicosi.

Esistono moltissime classi di psicofarmaci e ognuna ha la sua batteria di effetti collaterali.

Un effetto collaterale comune, però, è l’aumento di peso.

Oggi cerchiamo di capire: come sgonfiarsi dagli antidepressivi?

Psicofarmaci e aumento del peso: come prevenirlo e controllarlo

L’aumento di peso è un noto effetto collaterale degli psicofarmaci.

Si tratta di un effetto collaterale all’apparenza secondario, che però può causare notevole disagio nel paziente.

Non va dimenticato che i pazienti in trattamento con psicofarmaci sono spesso pazienti fragili, isolati socialmente, con una tendenza alla depressione e alla scarsa accettazione di sé.

È quindi importante controllare l’aumento del peso durante la terapia con psicofarmaci: vediamo insieme come prevenirlo e controllarlo.

Correlazione tra psicofarmaci e sovrappeso

Cerchiamo di capire quali sono le correlazioni che esistono tra l’assunzione degli psicofarmaci e l’aumento di peso.

Innanzitutto le correlazioni sono dubbie e non esistono dati certi in materia.

I dati che abbiamo ci arrivano attraverso osservazioni empiriche, che mostrano un certo aumento del BMI e nella massa grassa negli individui che assumono farmaci psicotropi.

Il Dott. Giancarlo Cerveri, direttore della clinica psichiatrica dell’Asst di Lodi, ci spiega che il meccanismo per cui gli psicofarmaci fanno ingrassare non dipende dalla natura o dall’azione diretta del farmaco.

La tendenza ad ingrassare sarebbe in gran parte attribuibile alla diminuzione dell’ansia.

L’ansia si accompagna quasi sempre ad un’accelerazione del metabolismo. Ridurla o “spegnerla” andrà a rallentare anche il metabolismo.

Quando il corpo è abituato a lavorare con un certo metabolismo, una sua brusca riduzione può esitare in un aumento di peso.

Questo è vero soprattutto se il rallentamento del metabolismo non viene accompagnato da una variazione delle abitudini alimentari e dall’introduzione di una routine di attività fisica.

Insomma: se si ingrassa significa che la terapia sta avendo successo.

Ma vediamo quali sono i farmaci che tendono maggiormente ad aumentare il peso:

  • Antidepressivi (mirtazapina, paroxetina…)

Gli antidepressivi tendono ad aumentare marcatamente il peso corporeo, perché oltre all’effetto di riduzione dell’ansia hanno anche attività antistaminica che può portare a gonfiarsi.

Gli antidepressivi triciclici come l’amitriptilina o la clomipramina sono quelli più comunemente associati ad un aumento di peso.

  • Benzodiazepine (ansiolitici)

Non hanno un effetto diretto sul peso né interagiscono in maniera importante con strutture implicate nel mantenimento del peso corporeo.

  • Antipsicotici e stabilizzatore dell’umore

Sono variabilmente connessi all’aumento di peso, a seconda del tipo di farmaco.

È essenziale ricordare che la terapia con psicofarmaci non va MAI variata in autonomia, perché si nota aumento di peso.

Bisogna discutere con il proprio medico, così da ragionare sui cambiamenti dello stile di vita e, eventualmente, su lente modifiche del dosaggio, così da trovare la terapia perfetta per te.

PER L’OMS…

La salute mentale è uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni.

Le cause dell’aumento di peso dovuto a psicofarmaci

Abbiamo già parlato di come l’aumento di peso possa essere correlato a una riduzione del metabolismo basale.

Ma è solo questo che collega l’aumento di peso corporeo all’uso degli psicofarmaci?

In realtà i meccanismi farmacologici che portano allo sviluppo di questo fastidioso effetto collaterale sono diversi. Diamo un’occhiata ai principali:

  • Aumento dell’appetito

Molti psicofarmaci agiscono alterando la produzione ormonale dell’ipotalamo, estremamente importante per il controllo di innumerevoli funzioni fisiologiche.

L’interazione con i recettori di neurotrasmettitori come la dopamina, l’istamina o la serotonina può alterare la produzione ormonale ipotalamica.

Questo può causare un aumento dell’appetito, che a lungo termine causa l’aumento di peso caratteristico degli psicofarmaci.

  • Riduzione della lipolisi delle cellule adipose

Il grasso (soprattutto quello addominale) produce un ormone, la leptina, che a sua volta stimola un aumento dell’appetito.

Gli psicofarmaci, riducendo la lipolisi, riducono lo smaltimento del tessuto adiposo. 

Quindi partecipano all’aumento di peso sia direttamente, che indirettamente per l’aumento dell’appetito dato dalla produzione di leptina.

  • Alterazione del microbioma intestinale

Anche un buon equilibrio della flora batterica intestinale è responsabile di un corretto assorbimento dei grassi alimentari.

Quando il microbioma viene alterato, può esserci un aumentato assorbimento dei grassi e un aumento della produzione di leptina.

Questo porta ad un aumento dell’appetito.

  • Cause psicologiche

L’uso degli psicofarmaci può portare a lunghi periodi di isolamento sociale.

Chi ha problemi sociali aumenta la sua tendenza a sviluppare disturbi alimentari. Il soggetto è portato ad adottare una dieta poco bilanciata e spesso ipercalorica.

Altro problema è la riduzione dell’attività fisica.

Sono tutte condizioni che predispongono in maniera indiretta ad un aumento di peso corporeo nei pazienti in terapia con psicofarmaci.

LO SAPEVI CHE

Tra gli ormoni della fame c’è anche la grelina, un ormone prodotto dalle cellule del fondo dello stomaco che stimola l’appetito.

Sovrappeso da psicofarmaci: alcuni consigli

Come già precisato, è importante NON MODIFICARE la terapia con psicofarmaci solo perché si nota un aumento di peso.

La sospensione degli psicofarmaci richiede specifici protocolli che impediscono effetti indesiderati e crisi di astinenza.

Quando si assumono psicofarmaci è essenziale attuare alcune strategie comportamentali per evitare l’aumento del peso.

Ecco alcuni consigli:

  • Segui una dieta equilibrata: se possibile, fatti stilare una dieta personalizzata da un nutrizionista, così da renderla efficace e completa in termini di assunzione di nutrienti.
  • Controlla il peso: basta un controllo alla settimana per monitorare le oscillazioni ponderali.
  • Cerca di avere una vita socialmente attiva ed evita l’isolamento.
  • Fai attività fisica: bastano una trentina di minuti al giorno di esercizio moderato, come una corsa, una camminata veloce, la cyclette o il nuoto in piscina.
  • Controlla i livelli di colesterolo, trigliceridi e la glicemia attraverso esami del sangue.

Se dovessi notare un aumento di peso durante la terapia con psicofarmaci, la scelta migliore è farti aiutare da alcuni specialisti.

Quelli più utili sono:

  • Lo psichiatra che ti ha in cura, così che possa valutare un aggiustamento della terapia che eviti aumenti incontrollati del peso.
  • Il nutrizionista, per avere una dieta completa e personalizzata sulle tue esigenze.
  • Lo psicologo, per aiutarti a controllare gli aspetti sociali ed evitare isolamento, depressione e disturbi alimentari.

IL NOSTRO CONSIGLIO

Anche il tuo medico di medicina generale può costituire un aiuto prezioso. Può prescriverti dei farmaci per il controllo del peso, da affiancare alla terapia con psicofarmaci.


Fonti:

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