Come sdoganare un’auto?

Chi desidera acquistare un’auto nuova o usata potrebbe essere tentato dal comprarla all’estero, pensando di risparmiare.

Ma è sempre conveniente farlo?

Occorre considerare che non basta importarla: serve anche immatricolarla in Italia.

Allora sai come sdoganare un’auto?

In realtà si tratta di una procedura non semplice da svolgere come privato cittadino, per cui sarebbe più opportuno appoggiarsi a una concessionaria, pagando però un prezzo di commissione.

Aggiungiamo anche che le casistiche di convenienza sono diverse a seconda che l’auto sia usata oppure nuova.

Quanto si paga per sdoganare una macchina?

Le spese che occorre sostenere per sdoganare un’auto acquistata fuori dall’Italia sono diverse. Le somme in sé non rappresentano cifre elevate a meno che non si debba pagare l’IVA su un’auto nuova.

Se devi sdoganare un’auto per farla arrivare in Italia devi considerare le tasse d’ingresso, il pagamento delle pratiche per ottenere una nuova targa e l’immatricolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile, nonché la segnalazione al Pubblico Registro Automobilistico (il PRA).

L’immatricolazione è sempre necessaria, indipendentemente dal fatto che l‘auto acquistata all’estero sia nuova o usata.

I costi di immatricolazione e l’iscrizione al PRA sono i seguenti:

  • gli emolumenti all’ACI, pari a 27,00 euro
  • l’imposta di bollo di 32,00 euro per l’Istanza unificata, a cui si aggiungono altri 32,00 euro per il rilascio del Documento Unico di circolazione (una volta espletata la pratica)
  • i diritti DDT, che ammontano a 10,20 euro

L’IPT (Imposta Provinciale di trascrizione) è variabile a seconda del tipo di veicolo delle provincia di residenza.

Anche i costi per il rilascio delle targhe cambiano a seconda del tipo di targa e del veicolo.

Quanto tempo ci vuole per sdoganare un’auto?

L’immatricolazione auto estera “trasforma” la vettura rendendola italiana: ti permette quindi di circolare liberamente sul territorio nazionale.

I tempi per l’immatricolazione di un’auto proveniente da oltre confine non sono fissi.

Questo avviene anche perché, prima di procedere all’immatricolazione, è necessario che l’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile effettui un controllo preventivo sull’idoneità della documentazione tecnica e sulla regolarità degli adempimenti fiscali.

Solo dopo le verifiche preliminari presso l’Ufficio della Motorizzazione Civile è possibile richiedere l’iscrizione del veicolo in Italia al PRA.

In generale si può dire che i tempi variabili sono quelli per l’approvazione della domanda di nazionalizzazione presso la Motorizzazione.

Una volta fatto questo, l’immatricolazione tramite STA (Sportello telematico automobilista) richiede al massimo 3 giorni lavorativi.

Importazione di un veicolo

Quali documenti ci vogliono per importare e immatricolare un’auto dall’estero?

La parte che può creare più “grane” è quella relativa ai documenti necessari per far sì che un veicolo acquistato oltreconfine possa circolare in Italia.

I documenti che servono sono all’incirca gli stessi che sono richiesti per immatricolare un’auto acquistata in Italia, ma possono variare leggermente in base al Paese di provenienza del veicolo oppure al fatto che si tratti di veicolo nuovo o usato.

Per evitare spiacevoli inconvenienti è sempre meglio chiedere in anticipo le informazioni presso l’ufficio della Motorizzazione Civile dove verrà immatricolato il mezzo.

Non dimentichiamoci infatti che spesso la procedura cambia da una provincia all’altra.

Se l’auto è nuova di fabbrica è necessario avere la copia originale del Certificato di Omologazione Comunitaria (COC) e i documenti attestanti il versamento dell’Iva.

Per le auto usate (la cui Iva è già stata pagata dal precedente proprietario del veicolo) sono sufficienti i documenti di circolazione.

Dove si paga l’Iva sulle auto importate dall’estero?

Quando si acquista un’auto all’estero per immatricolarla poi in Italia occorre fare attenzione al pagamento dell’Iva.

Infatti bisogna specificare al concessionario dove sarà immatricolata l’auto: così facendo eviterà di applicare l’Iva del suo paese perché questa deve essere versata nel Paese importatore, ossia in Italia.

I mezzi di trasporto nuovi che vengono venduti dal concessionario estero al netto delle tasse, devono sottostare all’aliquota IVA prevista nel Paese di destinazione.

Diverso è il caso delle auto usate, poiché l’Iva è già compresa nel prezzo di vendita (avendola pagata chi ha posseduto il mezzo) e pertanto non deve più essere corrisposta nel Paese cui sarà destinata.

Dove è più vantaggioso acquistare un’auto usata?

Di fatto risulta essere più conveniente acquistare auto usate nei Paesi in cui la pressione fiscale è più bassa.

La Germania per esempio sembra essere il paradiso dell’usato anche per le particolari condizioni di quel mercato.

In questo Paese, il mercato dell’auto si rivela maggiormente vantaggioso per i veicoli posizionati nella fascia media e alta, oltre che per quelle di produzione tedesca.

I marchi locali sono quotati sul mercato dell’usato a prezzi mediamente più bassi che nel nostro Paese (tuttavia acquistare in Germania un marchio non tedesco è spesso anti economico).

Il fatto è che i tedeschi incentivano di più la scelta di auto nuove del proprio paese, così Audi, BMW e Mercedes sono sostituite anche dopo solo quattro anni dall’acquisto.

Dove conviene acquistare un’auto nuova?

È più vantaggioso acquistare un’auto nuova in quei Paesi dove la pressione fiscale è più alta che in Italia.

È fondamentale però che chi acquista un’auto nuova in quei Paesi non si faccia includere l’Iva, altrimenti rischia di pagarla un’altra volta quando viene immatricolata in Italia.

È vero che documenti alla mano ci si può far rimborsare l’Iva dal paese di origine, ma occorre pur sempre perdere un po’ di tempo in atti burocratici.

Come sdoganare un’auto Svizzera in Italia?

In apparenza potrebbe sembrare più facile acquistare un’auto in Svizzera, almeno sotto il profilo del trasporto, visto che si tratta di uno stato confinante. Non dimentichiamo però che è un Paese al di fuori dell’EU.

Quindi se si acquista un’auto nuova è meglio chiedere come procedere direttamente al concessionario svizzero che di solito è in grado di provvedere, al momento della vendita, al disbrigo della gran parte degli adempimenti amministrativi per l’importazione auto in Italia.

Tieni presente che potrebbe essere richiesto un costo extra per la transazione.

Se si vuole fare da sé, è bene telefonare alla dogana, quella in cui si passerà con l’auto, per chiedere informazioni sui documenti che servono per passare il confine, in modo che il concessionario possa preparare tutti i documenti necessari.

Occorre poi procedere al pagamento delle imposte previste per sdoganare l’auto.

Come portare una macchina all’estero dall’Italia?

Se si desidera portare in via definitiva un veicolo oltre i nostri confini nazionali occorre richiedere al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) la pratica di radiazione per esportazione.

Tale pratica deve essere presentata a uno Sportello Telematico dell’Automobilista. In alternativa la si può inoltrare quando si è già oltre confine all’Ambasciata o al Consolato d’Italia, che si occuperà poi di far pervenire al PRA la pratica di radiazione.

Come portare la macchina in Svizzera?

Portare una macchina in Svizzera dopo averla comprata in Italia non è sempre facile, poiché le procedure doganali sono piuttosto complesse.

Per affrontare senza imprevisti le attività legate allo sdoganamento di un’auto acquistata in Italia è bene raccogliere tutte le informazioni necessarie.

Si consiglia in ogni caso di affidarsi ad un’Agenzia Doganale o a una Casa di Spedizioni.

I documenti necessari sono i seguenti:

  • la fattura, oppure il contratto di compravendita del veicolo (se possibile è meglio richiedere l’autenticazione del documento da una sezione Aci, da un notaio o da altre realtà autorizzate)
  • per le auto usate è richiesta la radiazione per l’esportazione oltre confine
  • sempre per le auto usate è necessario il certificato di proprietà
  • il libretto oppure la carta di circolazione (in caso di veicolo di seconda mano, il libretto deve essere intestato a chi effettua la vendita)
  • in caso di soggetti privati è richiesto un documento d’identità sia del venditore che dell’acquirente
  • codice fiscale del venditore (se si tratta di soggetti privati)
  • per quanto riguarda le auto nuove è necessario presentare i dati tecnici / COC.

Importare poi definitivamente un veicolo in Svizzera comporta il pagamento di tributi e imposte all’amministrazione federale delle dogane.

Quanto costa lo sdoganamento di un’auto in Svizzera?

L’importazione di auto dai Paesi dell’Unione europea è esente da dazio, ma l’origine comunitaria va attestata per mezzo del modulo EUR.1, da richiedere al venditore.

La possibilità di essere esentati dal dazio doganale è valida anche, in alcuni casi, per le importazioni di veicoli provenienti da Paesi con cui la Svizzera ha stretto un accordo di libero scambio.

Anche in questo caso bisogna certificare qual è l’origine del mezzo (ci si può rivolgere alle autorità del Paese di esportazione per redarre la documentazione necessaria).

Invece le importazioni che vengono effettuate da altri Paesi devono pagare un dazio incluso tra i due e i quindici franchi svizzeri ogni cento chilogrammi di peso del veicolo. Tale tributo deve essere versato direttamente all’ufficio doganale.

È comunque richiesta sempre una dichiarazione di esportazione da parte della dogana estera.

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