Come sbloccare il tappo di feci?

Ammettiamolo: parlare di “cacca” ci fa sempre un po’ ridere e questo rischia di farla diventare un argomento tabù.

Eppure sono tantissime le patologie che interessano proprio lei… la cacca.

Oggi vogliamo parlarvi di una condizione che è spesso sottovalutata ma che può portare a delle conseguenze anche molto gravi: il tappo di feci.

Comunemente associato a stitichezza, il tappo di feci è molto più che una semplice difficoltà ad andare in bagno.

Ma andiamo per gradi: come sbloccare il tappo di feci?

Introduzione

Quello che è chiamato colloquialmente tappo di feci trova il suo corrispettivo medico nel termine fecaloma.

Il fecaloma è una massa di feci che ha perso moltissima acqua e ha assunto una consistenza estremamente dura, che può ricordare quella della pietra.

Generalmente i fecalomi si sviluppano nell’ultima parte dell’intestino e possono andare ad ostruirlo.

Nonostante il comune sentire la consideri una situazione transitoria, il fecaloma non è assolutamente una patologia da sottovalutare.

Può portare a complicanze anche molto serie, fino a debilitare il paziente in maniera importante e irreversibile.

Cerchiamo di capirne di più.

Cause

Il fecaloma si sviluppa soprattutto nei pazienti anziani e riconosce diverse cause.

La causa primaria è un’eccessiva disidratazione delle feci, che diventano così estremamente dure, tanto che il paziente non riesce più a espellerle in autonomia.

La principale patologia che provoca i fecalomi è la stitichezza cronica.

A causa della rallentata motilità intestinale, le feci restano troppo tempo all’interno dell’intestino.

Questo fa sì che l’apparato digerente continui ad assorbire i liquidi, rendendo le feci sempre più secche. Si alimenta così un circolo vizioso che aumenta la stipsi e porta alla formazione del fecaloma.

In alcuni casi, il fecaloma può arricchirsi di sali di calcio e assumere una durezza simile a quella di un sasso. Da qui il nome di coprolita (letteralmente: sasso di feci).

In rari casi, il fecaloma può essere attribuibile alla presenza di un tumore del colon che impedisce il transito delle feci.

Si tratta quindi di una patologia che non va mai sottovalutata e sempre meritevole di approfondimenti diagnostici.

Fattori di rischio

I fattori di rischio per la formazione di fecalomi sono diversi, quasi tutti legati all’età avanzata del paziente.

Negli anziani è infatti molto frequente la stipsi, che può essere causata da diverse condizioni:

  • Sedentarietà e scarso esercizio fisico
  • Uso di farmaci che possono dare stitichezza come effetto collaterale
  • Riduzione fisiologica dello stimolo all’evacuazione
  • Dieta povera di fibre

In aggiunta a questi fattori di rischio per la formazione di un tappo di feci possono esserci altre condizioni patologiche che favoriscono l’insorgenza del fecaloma, tra cui:

  • Insufficiente introduzione di acqua: i pazienti anziani provano un minore senso di sete e tendono a bere meno. Alcuni non arrivano a bere un bicchiere d’acqua al giorno!
  • Demenza e problemi psichiatrici: i pazienti psichiatrici possono trattenere le feci e ignorare lo stimolo evacuativo.
  • Allettamento: i pazienti allettati (a casa o in ospedale) evacuano meno, per l’assenza di attività fisica.
  • Farmaci: diuretici, antidepressivi e antidolorifici oppiacei possono ridurre la motilità intestinale e aumentare la disidratazione delle feci.
  • Gravidanza: in gravidanza le modificazioni ormonali possono portare ad avere stipsi severa.

Sintomi

Ma come ci si accorge di avere un fecaloma?

All’inizio i sintomi possono essere del tutto assenti, specie quando il paziente soffre di stipsi cronica ed è abituato alle sensazioni provocate da questa condizione.

Spesso è presente un senso di pesantezza e ingombro a livello intestinale, associato alla sensazione di non riuscire ad andare di corpo.

Altri sintomi caratteristici possono essere:

  • Dolore addominale: è il sintomo principale. È un dolore che si manifesta soprattutto dopo i pasti. Può indurre il paziente a mangiare meno proprio per la paura di provare dolore e causare così un importante perdita di peso in tempi brevi.
  • Nausea e vomito: associate all’occlusione intestinale. L’ostacolo al passaggio delle feci si ripercuote a livello gastrico, provocando il vomito.
  • Addome disteso: la pancia appare gonfia, piena d’aria e feci, con la classica sensazione di tensione addominale e coliche.
  • Malessere generalizzato.

A volte è presente un sintomo che può “confondere le acque” e ritardare la diagnosi di fecaloma.

Si tratta della cosiddetta diarrea paradossa.

È un fenomeno che può instaurarsi quando c’è un aumento della motilità dell’intestino, che cerca di vincere l’ostacolo costituito dal fecaloma.

L’aumentato transito porta alla formazione di feci acquose che, in minima parte, riescono ad aggirare il fecaloma e ad essere espulse.

Il paziente ha così l’illusione di essere riuscito ad andare in bagno ed è portato a sottovalutare la severa stipsi che lo affligge.

Complicanze

Se il fecaloma viene rimosso subito, non porta a conseguenze importanti.

Tuttavia, quando permane a lungo, possono presentarsi delle situazioni estremamente urgenti e che, talvolta, possono mettere a repentaglio la vita del paziente.

Le principali complicanze del fecaloma sono:

  • Ulcere: da pressione del fecaloma sulla mucosa intestinale
  • Perforazione del colon
  • Peritonite stercoracea: un’emergenza che va trattata chirurgicamente
  • Ostruzione intestinale
  • Megacolon
  • Volvolo intestinale: strozzamento dell’intestino che costituisce un’urgenza chirurgica

Diagnosi

Ma a chi possiamo rivolgerci per avere una corretta diagnosi di fecaloma?

Lo specialista di riferimento è sempre il gastroenterologo. 

Se si tratta di pazienti anziani con stipsi, questi dovrebbero già essere seguiti da un gastroenterologo per il trattamento della patologia.

Anche il proctologo (colui che si occupa delle patologie di retto e ano) è una figura estremamente competente in materia.

Il medico, basandosi sull’anamnesi di stipsi cronica, andrà ad effettuare l’esame obiettivo.

Il fecaloma si apprezza molto facilmente all’esplorazione rettale digitale, evidenziandosi come una massa fecale molto dura a contatto col dito dell’operatore.

Nel caso di fecalomi più alti (ad esempio, localizzati nel sigma) l’esplorazione rettale non darà segno della patologia.

Si procederà allora con una radiografia diretta dell’addome o con esami più invasivi come la colonscopia (più precisamente, retto-sigmoidoscopia).

Questi esami sono in grado di evidenziare la presenza di un fecaloma.

Cura

Per guarire dal fecaloma c’è solo un modo: l’espulsione del tappo di feci, così da rendere l’intestino nuovamente pervio e ripristinare il transito delle feci.

L’eliminazione del fecaloma può essere ottenuta attraverso diverse tecniche:

  • Clisteri o supposte di glicerina: sono indicate laddove il tappo di feci sia ancora relativamente morbido. Possono ammorbidirlo e facilitare la sua fuoriuscita in maniera naturale.
  • Frantumazione manuale del fecaloma durante esplorazione rettale: il medico può inserire due dita nel retto per cercare di rompere il fecaloma in frammenti più piccoli che possono essere espulsi più facilmente.
  • Frantumazione del fecaloma con il rettoscopio: attraverso la sonda endoscopica si possono fare iniezioni di acqua all’interno del fecaloma, così da ammorbidirlo o romperlo.
  • Intervento chirurgico: la ricanalizzazione intestinale rappresenta l’ultima spiaggia. È un intervento chirurgico a tutti gli effetti ed è riservato ai casi che non riescono a giovare dei trattamenti precedentemente illustrati.

Prevenzione

Il modo migliore per evitare la formazione di fecalomi risiede nell’adottare uno stile di vita attivo e una dieta bilanciata.

I principali accorgimenti per ottenere questo risultato sono:

  • Bere molta acqua, anche quando manca lo stimolo della sete (circa 2 litri al giorno)
  • Svolgere regolare attività fisica
  • Evitare di passare troppo tempo a letto o seduti ma forzarsi a svolgere anche delle semplici attività di vita quotidiana, come pulire o fare la spesa
  • Adottare un’alimentazione ricca di fibre, cioè di frutta e verdura (se si mangiano molte fibre è FONDAMENTALE bere molta acqua, o si andrà a peggiorare la stipsi)

Sono indicazioni che possono sembrare molto semplici e già adottate dalla maggior parte di noi.

Tuttavia, non dobbiamo mai dimenticare che i fecalomi colpiscono soprattutto i pazienti anziani, per cui può essere molto difficile bere molto o fare attività fisica.

È molto importante quindi dare al paziente il necessario supporto pratico, nonché il sostegno psicologico di cui necessita.


Fonti:

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