Come ci si addormenta con l’anestesia?

Più la medicina va avanti e più si cerca di rendere qualsiasi procedura chirurgica totalmente indolore.

A questo serve l’anestesia, che può essere:

  • Totale, la quale comporta l’addormentamento del paziente e il completo rilassamento muscolare.
  • Locale, che invece implica l’assenza di dolore solo nel distretto interessato dall’intervento.

Prima di un intervento sono molti i dubbi che attanagliano il paziente. 

La domanda ricorrente è: come ci si addormenta con l’anestesia?

Scopriamolo.

Quanto tempo ci vuole per addormentarsi con l’anestesia?

Per addormentarsi con l’anestesia generale ci vuole pochissimo tempo.

Poco dopo l’ingresso in sala operatoria per l’intervento chirurgico vengono somministrati per via endovenosa i farmaci per l’anestesia.

Da questo momento trascorre un periodo di tempo variabile, in genere sotto a un minuto, in cui il paziente perde coscienza e si addormenta, senza neanche rendersene conto.

Di solito c’è un rito: si fa contare il paziente fino a 10 per distrarlo

Quasi mai il conteggio arriva fino a 10 e si è già tra le braccia di Morfeo!

Cosa succede al corpo durante l’anestesia?

Se si parla della classica anestesia tronculare del dentista, semplicemente l’anestetico locale blocca alcune terminazioni nervose dolorifiche.

In questo modo gli stimoli del dolore non arrivano al cervello e il paziente non sente nulla. Lo stesso accade quando si usa una pomata anestetica.

Nell’anestesia spinale, l’anestetico locale viene iniettato al livello del midollo spinale e l’assenza di dolore verrà estesa a tutto il territorio di innervazione del segmento anestetizzato.

Parlando di anestesia generale, quello che accade è un po’ più complesso.

Il sistema nervoso centrale viene “spento” dai farmaci e si perde coscienza.

Vengono somministrati anche dei farmaci definiti bloccanti neuromuscolari, che hanno la funzione di immobilizzare totalmente i muscoli.

L’immobilità è una condizione indispensabile. Infatti, nonostante il dolore non venga percepito, le terminazioni nervose periferiche lo sentono e innescherebbero dei riflessi automatici.

Questo sarebbe un disastro. Immaginate se durante un laborioso intervento chirurgico al ginocchio la gamba scattasse all’improvviso!

Ovviamente i bloccanti neuromuscolari hanno anche un lato negativo: bloccano anche i muscoli respiratori.

Per questo durante l’anestesia bisogna intubare il paziente così da garantire una respirazione meccanica.

Quando si fa anestesia totale si viene intubati?

La risposta è .

L’anestesia totale impone la somministrazione di farmaci che bloccano tutte le funzioni dei muscoli, per assicurare che il paziente sia immobile durante l’operazione e non si manifestino riflessi muscolari.

L’effetto di questi farmaci influisce anche sulla muscolatura respiratoria.

Il risultato è che il paziente non potrà respirare autonomamente e bisognerà farlo respirare in maniera artificiale.

È per questo che è necessaria l’intubazione orotracheale durante l’anestesia generale.

Quanto tempo dura l’effetto dell’anestesia generale?

L’anestesia ha una durata ben precisa nel tempo e gli effetti perdurano finché l’anestesista continua a somministrare il farmaco.

Una volta terminato l’intervento, si sospende la somministrazione del farmaco e il paziente si sveglia.

Possiamo dire quindi che l’effetto dell’anestesia generale dura finché dura l’intervento.

Subito dopo l’anestesia il paziente continua per qualche ora ad essere confuso e ad avere sonnolenza.

Come funziona l’anestesia?


Domande correlate

Come far svanire l’effetto dell’anestesia?

Per ridurre l’effetto dell’anestesia, è importante bere molto. L’assunzione di molta acqua aiuta l’eliminazione del farmaco anestetico attraverso le urine.

Nel caso di anestesia odontoiatrica può essere utile anche masticare, così da riprendere motilità e sensibilità della parte coinvolta.

Come sgonfiarsi dopo anestesia?

Dopo l’anestesia è opportuno bere molto così da eliminare il gonfiore.

Nel caso di anestesia locale per procedure odontoiatriche, può anche essere utile apporre del ghiaccio sulla parte addormentata.

Perché si viene intubati durante un intervento?

Oltre ad addormentarci e a non farci sentire dolore, l’anestesia serve anche a bloccare i muscoli, per impedire movimenti riflessi durante l’intervento.

Vengono bloccati anche i muscoli della respirazione. L’intubazione serve proprio a garantire la ventilazione polmonare in assenza della respirazione spontanea.

Cosa si prova prima dell’anestesia?

Prima di addormentarsi, i dottori ti fanno contare fino a dieci… ma a dieci non ci arriverai mai.

Non è facile descrivere cosa si prova, in quanto i farmaci anestetici danno anche una piccola amnesia anterograda e al risveglio non si ricorda esattamente la sensazione provata prima di addormentarsi.

Semplicemente, inizia a sopraggiungere un po’ di stordimento e il ricordo successivo lo si ha a intervento concluso.

Cosa succede se ti svegli durante un’operazione?

Se ti svegli durante un’operazione sentirai il dolore ma non ti potrai muovere: sarebbe un’esperienza bruttissima.

Tuttavia è praticamente impossibile che accada. C’è solo uno 0,0068% di possibilità di risvegliarsi durante un intervento. Qualora questo accada, l’anestesista se ne accorgerà dai parametri vitali e aggiungerà altro anestetico.

Quante persone muoiono per l’anestesia?

Stando a recenti stime, i decessi in sala operatoria causati dall’anestesia sono circa 1 su 48.000 pazienti.

Si tratta di numeri piccoli ma sufficienti a rendere l’anestesia un’azione medica a rischio, che deve essere attentamente ponderata.

Quando è necessaria una tracheotomia?

La tracheotomia si pratica in tutti quei pazienti che hanno un’ostruzione prolungata delle vie aeree superiori.

Dopo l’estubazione, può esserci l’edema della glottide. Se questa complicanza perdura a lungo può essere necessario praticare una tracheotomia.

Chi è intubato è sedato?

L’intubazione impone sempre una sedazione.

Il tubo orotracheale è insopportabile per buona parte dei pazienti. Quando si sospende la sedazione il tubo deve essere rimosso.

Chi viene intubato viene sedato?

Per poter tollerare la sola presenza del tubo tracheale, il paziente intubato e sottoposto a ventilazione meccanica deve essere sedato.

Quanto dura il gonfiore post operatorio?

Il gonfiore post operatorio può durare anche qualche mese e dipende dal tipo di intervento cui si è stati sottoposti.

Questa lunga attesa può causare ansia ai pazienti. Tuttavia il riassorbimento del gonfiore è un evento pressoché certo.

Come togliere il gonfiore post operatorio?

Come per qualsiasi tipo di gonfiore, il rimedio migliore è il ghiaccio.

Applica sulla zona gonfia un po’ di ghiaccio avvolto in un panno per una ventina di minuti e potrai notare che il gonfiore si attenuerà.

Come sgonfiare la pancia dopo un intervento?

La cosa più importante da fare è bere molto, almeno 200 ml di acqua dopo due ore.

Vanno evitate le bevande gassate, che tendono a gonfiare l’addome, così come il caffè e tutte le bevande alcoliche. Anche gli yogurt possono aiutare a sgonfiare la pancia dopo un intervento.

Cosa mangiare dopo anestesia ai denti?

Gli alimenti più adatti dopo un’anestesia tronculare sono tutti i cibi di consistenza liquida o molto morbida. Alcuni esempi sono:

  • Gelati
  • Yogurt
  • Passati di verdura e legumi
  • Pesce
  • Succhi e purea di frutta

Sono da evitare i cibi solidi e quelli che possono andare ad infilarsi nella tasca gengivale o nelle otturazioni.

Cosa c’è dentro l’anestesia?

L’induzione all’anestesia viene fatta principalmente con farmaci anestetici endovenosi. I principali sono il tiopentale e il propofol.

Per il mantenimento vengono utilizzati sia anestetici endovenosi che inalatori, come l’isoflurano e il desflurano. Per l’analgesia vengono somministrati gli oppioidi, in particolare il remifentanil.

Come si fa la sedazione cosciente?

La sedazione cosciente è uno stato di estremo rilassamento che aiuta lo svolgimento di alcune manovre invasive e piccoli interventi chirurgici.

Si ottiene somministrando alcuni farmaci, come il propofol (anestetico), il midazolam (sedativo e ansiolitico) e la dexmedetomidina (sedativo e analgesico).

Come si viene intubati?

L’intubazione consiste nell’inserimento di una cannula, il tubo orotracheale, attraverso la bocca e nel suo posizionamento in trachea.

Per farlo si usa uno strumento dalla forma a falce chiamato laringoscopio, il quale aiuta il medico a visualizzare le corde vocali così da poter posizionare bene il tubo che, altrimenti, rischierebbe di andare in esofago.

Quando un paziente viene sedato?

La sedazione è uno stato di parziale alterazione della coscienza accompagnato da un rilassamento psichico e fisico.

Un paziente viene sedato in occasione di manovre invasive, come la gastroscopia, per rendere l’esame più tollerabile e più facilmente eseguibile.

Cosa si sente con la sedazione profonda?

Con la sedazione profonda il paziente rimane parzialmente cosciente, nonostante la sua percezione degli eventi esterni rimanga confusa e a tratti assente.

Non si percepisce dolore e si somministrano farmaci che danno un’amnesia anterograda: il paziente non sarà in grado di ricordare l’evento traumatico.

Che cosa comporta la tracheotomia?

La tracheotomia consiste nella creazione di una comunicazione tra l’apparato respiratorio e l’esterno, attraverso un piccolo foro praticato sul collo, a livello della trachea, in cui viene fatto passare un tubicino.

Il tubo può essere collegato alle macchine per la ventilazione meccanica.

Che differenza c’è tra tracheotomia e tracheostomia?

La tracheostomia è la creazione di una comunicazione permanente tra la trachea e la cute.

La tracheotomia è invece l’incisione della trachea accompagnata al posizionamento di una cannula per la respirazione.


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