Quali buoni fruttiferi vanno in prescrizione?

I buoni fruttiferi sono prodotti di investimento finanziario, degli strumenti di risparmio che consentono a chi decide di usufruirne, di recuperare non solo il capitale investito e bloccato ma anche gli interessi eventualmente maturati. 

Sebbene il capitale possa essere svincolato in qualsiasi momento, per poter vedere dei risultati economici concreti si consiglia di attendere almeno 12 mesi dalla pratica di sottoscrizione. 

Sapevi che i buoni fruttiferi possono ‘scadere’

In questo articolo scopriremo quali buoni fruttiferi vanno in prescrizione e come procedere al recupero di prodotti eventualmente in stato di prescrizione.

Come recuperare un buono fruttifero prescritto?

Ebbene sì, i buoni fruttiferi possono cadere in prescrizione. 

Se anche tu ti sei accorto che alcuni dei tuoi prodotti di investimento sono in stato di prescrizione, sappi che ci sono buone possibilità di recuperare il capitale investito. 

Ti indichiamo come.

Innanzitutto devi sapere che a emettere i buoni fruttiferi sono soprattutto le poste. 

Proprio questo istituto, nel corso degli anni, ha messo sul mercato buoni fruttiferi di due categorie:

  • Buoni fruttiferi a scadenza: sono prodotti di investimento che presentano una data di scadenza entro la quale i buoni devono essere riscossi
  • Buoni fruttiferi senza scadenza: sono prodotti di investimento che non presentano un termine ultimo di riscossione ma solo una data di emissione.

Se per esempio il tuo buono fruttifero ha una scadenza trentennale, significa che dopo 30 anni dalla data di emissione devi recarti in posta a riscuotere i frutti del tuo investimento.

Se sui tuoi buoni non è indicata una data di scadenza, teoricamente significa che dovresti poter ritirare i tuoi buoni in qualsiasi momento e con tutti gli interessi.

Se ti sei accorto che i tuoi buoni a scadenza sono ormai scaduti, sappi che c’è la possibilità di recuperare il capitale investito e se sei fortunato anche gli interessi maturati.

Come fare? 

È necessario inviare un reclamo scritto e, trascorso un termine perentorio di 60 giorni, è necessario ricorrere all’arbitro bancario finanziario della Banca d’Italia che si occupa di risolvere proprio i contenziosi sollevati dai consumatori.

Che succede quando scade un buono fruttifero postale?

Come abbiamo detto poc’anzi può capitare che un buono fruttifero in tuo possesso possa essere scaduto.

Che cosa fare in questo caso?

Ti stai chiedendo se forse la somma che hai investito e gli interessi che hai maturato sono andati perduti?

Rispondiamo in maniera chiara alle tue domande.

Innanzitutto ti diciamo che i buoni fruttiferi postali vengono emessi dalla cassa depositi e prestiti, la CDP e , posizionati sul mercato da Poste Italiane.

In linea generale, dopo 10 anni dalla scadenza, a meno che sui buoni fruttiferi non sia indicato un termine diverso, essi cadono in prescrizione.

Che cosa significa? Semplicemente che non si può più avere il rimborso dei soldi vincolati e degli interessi maturati.

Per evitare che vadano in prescrizione, è necessario tenere d’occhio la data di scadenza.

Ma che cosa succede quando la data di scadenza è ormai superata?

La risposta è semplice: il tuo buono non è più rimborsabile e avrai dunque perso i soldi investiti e gli eventuali interessi maturati. 

Quando i buoni vanno in prescrizione?

I buoni fruttiferi postali possono cadere in prescrizione, scaduto il termine indicato sul biglietto cartaceo. 

Da quel momento decorrono 10 anni trascorsi i quali il titolare perde ogni diritto a riscuotere il capitale investito e gli eventuali interessi maturati.

Attenzione però a non confondere la scadenza con la prescrizione.

Per quanto riguarda la scadenza, essa indica il momento a partire dal quale il buono postale non è più fruttifero e quindi smette di produrre interessi sul capitale.

Al contrario, la prescrizione indica il momento decorso il quale si estingue per il titolare del buono qualsiasi diritto al rimborso dello stesso.

Ma quando i buoni vanno in prescrizione?

I buoni fruttiferi postali vanno in prescrizione 10 anni dopo la loro scadenza.

Per sapere qual è il giorno esatto nel quale il buono cade in prescrizione, bisogna tenere sempre in considerazione la data di scadenza, dopodiché, trascorso questo arco temporale, l’intestatario del prodotto finanziario avrà perso il proprio investimento.

Il tempo della prescrizione dunque decorre dal giorno di scadenza del buono.

Come si riscuotono i buoni fruttiferi postali?

Il capitale che è stato investito in un buono fruttifero postali può essere rimborsato dall’ente preposto o in contanti, secondo i limiti di disponibilità della cassa, oppure con assegno circolare, accredito su libretto di risparmio postale o sul conto corrente. 

Per riscuotere i buoni postali il cliente dovrà presentare, oltre il titolo in suo possesso, anche chiaramente i documenti d’identificazione validi come la carta d’identità o la patente di guida e il codice fiscale.

Buoni fruttiferi postali


Domande correlate

Come faccio a sapere se ho un buono fruttifero?

Ti stai chiedendo se è possibile verificare l’eventuale presenza a tuo nome di buoni fruttiferi postali

Ti diamo una buona notizia: puoi scoprire facilmente se ne possiedi alcuni.

In quale modo? Semplicemente presentando una richiesta presso un ufficio postale che determinerà l’esistenza e l’eventuale vigenza dei buoni. 

Questa ricerca prevede il pagamento di una commissione che dipende dagli uffici di poste italiane.

Come riscuotere un buono fruttifero postale cointestato?

I buoni fruttiferi postali cointestati sono quelli sottoscritti da più persone.

Come riscuotere un prodotto o servizio finanziario di questo genere?

La legge dice che nel caso di morte di uno dei cointestatari, i buoni postali che hanno la clausola ‘con pari facoltà di rimborso’, consentono al cointestatario superstite di ottenere il rimborso dell’intero capitale investito. 

I buoni cointestati possono essere sottoscritti fino ad un massimo di 4 persone e ciascuno di loro possiederà la piena facoltà di rimborso anche se non ricorre il caso di morte.

Un cointestatario che possieda un buono fruttifero con la clausola ‘con pari facoltà di rimborso’, può in qualsiasi momento farsi rimborsare il buono autonomamente presentando il titolo presso l’ufficio delle Poste Italiane

Se invece questa clausola non è specificata, la riscossione potrà avvenire solo se si presenteranno all’ufficio postale anche gli altri intestatari con tanto di titolo di riconoscimento.

Quanto vale un buono fruttifero postale del 1996?

Se ti stai chiedendo quanto vale un buono fruttifero postale del 1996 la risposta è solo una: tantissimo!

Chiaramente dipende però anche dalla somma che è stata vincolata.

Poniamo per esempio il caso che tu abbia acquistato un buono fruttifero postale nel 1996 di 5 milioni di lire.

Dopo 30 anni, considerando questo termine come la scadenza del servizio finanziario, il suddetto buono scadrà nel 2026 e cadrà in prescrizione nel 2037.

Pertanto, alla data del primo ottobre 2026, il suo valore nominale sottoscritto sarà pari a 2.582,28 euro lordi e cioè 23.077,97 euro netti. 

Un importo di questo genere è possibile considerando i tassi fissi che crescono dallo 0,05% allo 0,90%.

Come riscuotere i buoni fruttiferi dematerializzati?

Prima di rispondere a questa domanda è necessario capire che cosa sono i buoni fruttiferi dematerializzati.

Con tale espressione si indicano dei servizi finanziari di investimento rilasciati non dietro alle emissioni di un certificato cartaceo ma di una scrittura contabile tramite libretto o conto postale. Anche buoni fruttiferi dematerializzati possono essere riscossi.

In che modo? Solo dimostrando di essere in possesso di un libretto o un conto corrente postale. 

Nel giro di poco tempo i tuoi soldi saranno accreditati sul tuo conto.

Quali sono i buoni postali più redditizi?

Tra i buoni fruttiferi postali più redditizi, rapportati all’anno 2022, il migliore è sicuramente il 5 x 5 messo a disposizione da Poste Italiane ed emesso sempre dalla cassa depositi e prestiti.

Questa tipologia di servizio finanziario ha una tassazione agevolata al 12,50%. 

Il rendimento annuo lordo è davvero conveniente, ti basti pensare che alla fine del quinto anno è pari allo 0,10% e alla fine del venticinquesimo anno all’ 1,50%.

Quanto si versa per i buoni fruttiferi postali?

La percentuale da versare cambia e dobbiamo tenere in considerazione il rendimento effettivo annuo lordo.

Per esempio, dopo uno, due, tre, quattro anni è pari a 0,05%, dopo 5 anni a allo 0,10%, dopo 6 anni allo 0,13%, dopo 7 anni allo 0,16%, dopo 8 anni allo 0,17% e dopo 9 anni allo 0,19%.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali cointestati?

I buoni fruttiferi postali cointestati, come dice la parola, sono quelli sottoscritti da 2 o più soggetti fino ad un massimo di 4 persone.

Se il servizio finanziario sottoscritto presenta la clausola ‘con pari facoltà di rimborso’, ciascun cointestatario ha la possibilità in qualsiasi momento, anche in caso di infermità o di morte degli altri cointestatari, di riscuotere in toto la somma vincolata o bloccata.

Come riscuotere buono fruttifero postale persona deceduta e cointestato infermo?

Se i buoni fruttiferi postali contengono la clausola ‘con pari facoltà di rimborso’, ciascun cointestatario del prodotto finanziario può ottenere la riscossione per intero della cifra vincolata.

Ciò si verifica anche nel caso di morte di un cointestatario o di un cointestatario infermo. 

Quanto vale un buono postale dopo vent’anni?

Chiaramente per capire quanto possa valere un buono postale dopo 20 anni bisogna tenere in considerazione il rendimento annuo lordo e anche la cifra che si è deciso di vincolare.

In linea generale, per un buono ordinario con scadenza di 20 anni, il rendimento lordo sarà pari allo 0,30%.

Con la tipologia invece di buono 4 anni ‘risparmiosemplice’, il suo rendimento alla scadenza sarà pari allo 0,35%.

Se si tratta invece di un ‘buono premiale’, il rendimento alla scadenza sarà uguale allo 0,50% solo però se vi sono state 24 sottoscrizioni periodiche.

Come controllare i buoni postali?

La tecnologia oggi fortunatamente è dalla nostra parte, quindi, per poter controllare i tuoi buoni postali puoi accedere ad un’area a te riservata inserendo i dati relativi al tuo buono, direttamente da Smartphone o PC e conoscere così il suo valore attuale.

Come sapere se un defunto ha buoni postali?

Questo è un argomento piuttosto complicato.

Per sapere se un defunto ha dei buoni postali è necessario che i suoi eredi presentino all’ufficio postale di competenza un certificato di morte che attesti la scomparsa del titolare dei buoni fruttiferi.

Questo processo è necessario affinché anche le poste vengano a conoscenza della morte del proprio cliente per bloccare eventualmente prelievi da parte di altre persone.

Dopo la comunicazione di decesso, con un atto scritto, è possibile conoscere quali buoni la persona defunta deteneva e in quali quantità.

Gli eredi dovranno poi presentare un’autocertificazione che attesti per l’appunto il loro status di discendenza.

A seguito di verifiche accurate, Poste Italiane potrà fornire agli eredi tutte le informazioni relative allo status patrimoniale del defunto.

Quanto tempo ha la posta per liquidare gli eredi?

Se sei erede di un titolare di un conto postale, di un libretto postale o possessore di buoni fruttiferi postali, il termine massimo entro cui le poste italiane possono liquidare gli eredi è stabilito a sei mesi dal momento dell’apertura della successione.

Chi può ritirare i buoni fruttiferi postali?

I buoni fruttiferi postali sono nominali significa che possono essere ritirati solo e soltanto da chi li sottoscrive, vi sono però chiaramente delle eccezioni.

Per esempio, se si tratta di buoni fruttiferi cointestati, qualsiasi cointestatario può, in qualsiasi momento, decidere di ottenere il rimborso del capitale vincolato.

Nel caso di morte, invece, di un possessore singolo di buoni fruttiferi postali, gli eredi devono dimostrare il loro status di discendenti e ottenere in questo modo informazioni riguardo lo stato patrimoniale del defunto.

Come non pagare l’imposta di bollo buoni fruttiferi postali?

L’imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali è una tassa che il risparmiatore deve versare allo stato ed è pari al 12,50% a cui si aggiunge il 2% di imposta di bollo.

Questo tipo di imposta si calcola al 31 dicembre di ogni anno sul valore di rimborso dei buoni se superiori ad un importo di €5000.

Qual è il migliore buono fruttifero postale? 

Il miglior buono fruttifero postale per il 2022 è il 5 x 5

Come investire i propri soldi alla posta?

Ci sono diversi modi per investire soldi alla posta:

  • Libretti ordinari postali
  • Buoni fruttiferi postali
  • Assicurazioni
  • Fondi comuni di investimento

Quanto rende un buono fruttifero a 18 mesi 

Per il 2022, un buono fruttifero a 18 mesi rende in questo modo: 

  • Primo semestre: 0,10% annuo lordo 
  • Secondo semestre: 0,15% annuo lordo 
  • Terzo semestre: 0,20% annuo lordo.

Come investire €5000 alle Poste?

Se hai €5000 da parte e stai pensando ad una forma di investimento, allora le poste italiane possono fare al caso tuo.

Sai come può investire €5000 alle poste?

Hai varie possibilità:

  • Investendo in postefuturo 
  • Investendo in obbligazioni
  • Investendo in buoni fruttiferi postali

Come investire nel 2022?

Se vuoi andare a colpo sicuro puoi investire i tuoi risparmi aprendo un libretto postale o acquistando dei buoni fruttiferi postali.

Come investire in posta 2022?

Puoi investire i tuoi risparmi acquistando dei buoni fruttiferi postali o aderire all’Offerta Supersmart valida per chi ha un libretto postale smart.


Fonti:

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